Roma Capitale

«Dimenticata in hotel coi figli Sindaco mi hai preso in giro»

di Antonella Ricceri Caro sindaco, è la seconda volta che le scrivo da quando l’alluvione ha travolto la mia casa e la mia vita. Con mio marito ed i miei tre figli piccoli, come sa, da quaranta...

Caro sindaco, è la seconda volta che le scrivo da quando l’alluvione ha travolto la mia casa e la mia vita. Con mio marito ed i miei tre figli piccoli, come sa, da quaranta giorni siamo ospiti dell’hotel Flaminius, con tutte le difficoltà che comporta una situazione del genere. Nella mia precedente lettera le avevo chiesto aiuto, spiegandole le difficoltà di una mamma che non sa come tirare avanti. Signor sindaco i bambini hanno bisogno di tutto, ma soprattutto di una casa perché non possono vivere in hotel. Quanto tempo ancora dovremo stare qui? Nessuno sa rispondere a questa domanda. Nessuno, da quaranta giorni, ha saputo dirci che fine faremo o dove andremo. Mio marito ed io siamo disoccupati, e dopo l’alluvione anche senza casa. Lo sa lei che io al momento non posso comprare neanche una caramella ai miei bimbi? E che sono costretta a sfamarli con il cibo che ci fornisco qui, senza avere la possibilità di poter scegliere alimenti di qualità? Questa non è la vita che una mamma sogna per i propri figli. La sua telefonata, a seguito della prima lettera, mi ha fatto piacere perché speravo davvero in un suo intervento risolutivo. Ad oggi, però, devo constatare con amarezza che non è arrivato alcun aiuto e per questo mi sento presa in giro. Le vorrei solo far capire quanto soffre una mamma che non ha casa, cibo e vestiti per i suoi cuccioli e che vuole con forza la possibilità di ricominciare. Per questo, caro sindaco, torno a chiederle un incontro, quello che aspetto da tanto e che lei mi ha promesso. Quando mi ha telefonato mi ha detto che si sarebbe fatto risentire, invece non è successo nulla, ed io sto ancora aspettando. * residente a Prima Porta

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