ALBANO Faringite, gastralgia e nausea, crisi ipertensiva, mal di stomaco, congiuntivite, tosse, cefalea, vomito e vertigini in seguito ad inalazioni di odori dalla vicina discarica di Roncigliano, ad Albano Laziale. I verbali del pronto soccorso parlano chiaro. Venerdì sera 7 marzo, 21 persone residenti tra Albano e Ardea sono dovute ricorrere alle cure dei medici del vicino ospedale San Giuseppe di Albano a causa delle esalazioni odorigene provenienti dal VII invaso della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano. Per intenderci è la grande puzza che proviene dalla discarica del ribattezzato «Re della Monnezza» Manlio Cerroni che al momento si trova agli arresti domiciliari. Cerroni ha costruito un impero controllando la mega discarica di Malagrotta che per 30 anni ha fagocitato i rifiuti di Roma, di Fiumicino e della città del Vaticano. Secondo l’accusa veniva prodotto cdr in misura inferiore rispetto a quanto veniva poi fatto pagare ai Comuni conferitori, con risparmio per il privato che spendeva di meno per smaltirlo in discarica, piuttosto che per incenerirlo. Una nuova ondata di malori dunque, pochi giorni dopo il caso analogo avvenuto tra martedì sera 25 e mercoledì mattina 26 febbraio che ha comportato, tra l’altro, l’intervento degli ispettori del Dipartimento Igiene e Salute Pubblica della Asl RmH, della Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale di Albano, come accertato dai tre verbali. Dallo scorso 11 febbraio, difatti, nel «cimitero» dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la spazzatura proveniente dai Comuni di Civitavecchia e Monterotondo, per un totale di circa 150 tonnellate al giorno, che si aggiungono alle circa 300 tonnellate provenienti dal solo bacino dei Castelli Romani. E cioè da Albano, Ardea, Pomezia, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Marino, Lanuvio e Nemi, per un totale di 450 tonnellate al giorno di spazzatura e conseguente olezzo. Ed il fetore che sprigiona la discarica, difatti, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba, continua ad essere insopportabile. Chi non è della zona e arriva vicino alla discarica lo sente immediatamente: basta una folata di vento che l’aria diventa insopportabile. Figurarsi quanto potrebbe aumentare con la bella stagione. Non è un caso, infatti, che centinaia e centinaia di gabbiani sostano, per buona parte della giornata, sopra la discarica. Il comitato No Inc richiede, da tempo, un’approfondita campagna di monitoraggio e controllo sulle modalità di funzionamento del VII invaso e annesso impianto di TMB della discarica di Roncigliano, per verificare che il trattamento della spazzatura indifferenziata in arrivo avvenga nei limiti di legge, nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. Ma le richieste non sono terminate: «Alla luce dei gravissimi problemi emersi in questi ultimi mesi – dice il referente legale Daniele Castri – chiediamo che venga avviata, sul VII invaso, una campagna di analisi delle volumetrie residue e di quelle esaurite, per verificare che non vi siano stati, negli anni passati, interramenti non autorizzati, come ipotizzato dalle recenti indagini delle Procure di Velletri e Roma. Oltre alla caratterizzazione geologica ed idrogeologica della discarica, richiesta dall’Arpa Lazio nel lontano novembre 2011 e ancora mai portata avanti».
Intossicati, discarica sotto accusa
Altre ventuno persone hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso
