ALBANO Era convinto che prima o poi avrebbe vinto. Così l’impiegato di una sala scommesse di Albano, G.A., di 28 anni, dopo aver preso i soldi dalla cassa, vedendo che la vincita non arrivava e non sapendo come restituire il denaro, ha simulato una rapina con l'aiuto di un amico. È stato proprio l’amico, C.M., di 19 anni, a chiamare il 113. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, il 28enne ha riferito che poco prima uno straniero, di cui forniva dettagliati particolari, si era presentato chiedendo di incassare una vincita inesistente e che al rifiuto aveva impugnato una bottiglia rotta colpendolo alla guancia e appropriandosi di mille euro rubati dalla cassa. Il cassiere ha riferito inoltre di aver tentato invano di inseguirlo aiutato dal 19enne, il quale rimaneva a sua volta ferito alle mani dai colpi inferti con il collo di bottiglia dal rapinatore. Raccolti tutti gli elementi e ascoltate più volte le vittime, gli investigatori hanno contestato ai due giovani una serie di incongruenze. A quel punto, quando hanno capito di essere stati scoperti, i giovani hanno ammesso di aver simulato il tutto e di aver sottratto il denaro. In particolare G.A., ha riferito di averlo fatto per aiutare la madre vedova che pur lavorando, non è in grado di far fronte alle necessità familiari, mentre C.M., ha dichiarato di essersi prestato a confermare la falsa tesi dell'amico.
Simula rapina dopo aver sottratto l’incasso
ALBANO Era convinto che prima o poi avrebbe vinto. Così l’impiegato di una sala scommesse di Albano, G.A., di 28 anni, dopo aver preso i soldi dalla cassa, vedendo che la vincita non arrivava e...
