Roma Capitale

Tanti fedeli in più nella nuova chiesa

Con la scuola calcio adottati a distanza bimbi di Filippine e Madagascar

Dove c'era un buco ora c'è una chiesa. È Santa Caterina da Siena, nel quartiere Appio-Latino, inaugurata il 16 novembre scorso. Sì, perché sorta circa quarant'anni fa, la parrocchia non ha mai avuto una chiesa propria, giacché il terreno individuato allora per la costruzione - donato dai padri Marianisti - a ridosso dell'Appia Antica, si scoprì essere zona archeologica, dunque piena di vincoli per l'edificazione. Per questo, tutte le attività pastorali sono state ospitate in un container, un prefabbricato che è diventato il luogo di culto degli abitanti. Così è stato fino a circa tre mesi fa. Quando ha debuttato la nuova chiesa in via Populonia, consacrata dal cardinale vicario Vallini, costruita in una zona densamente edificata, a dieci minuti dalla Basilica Lateranense, nel bel mezzo di palazzoni alti circa nove piani risalenti agli anni '50-'60. Laddove c'era un fosso profondo sei metri e una discarica di rifiuti, adesso c'è la chiesa con gli uffici parrocchiali. Una struttura «moderna e accogliente, essenziale, semplice, funzionale», come la definisce con orgoglio il parroco, don Humberto Gomez Giraldo. «Sono stati quarant'anni di cammino e di sogno, di fatica e di speranza. Da quando abbiamo una vera chiesa è raddoppiata la gente, abbiamo dovuto rimodulare anche la Messa delle 12.15 dedicata ai giovani, proprio per l'incremento delle presenze anche di ragazzi». I residenti sono circa 6.000 (tanti anziani, il ceto medio è prevalente), 2.000 le persone che frequentano la Messa: «Una media altissima». Due le iniziative di punta dedicate alle nuove leve. Decollerà il 5 marzo il «Caffè Letterario»: un ciclo di incontri, partendo dal racconto di un libro, che precederà un dibattito sorseggiando un caffè. Una specie di convivio culturale legato al progetto di una biblioteca. E poi il «Laboratorio della Parola», avviato da poco, nel quale Padre Angelo fa esegesi del Vangelo partendo dall'originale: vale a dire dall'ebraico, aramaico, poi greco, fino all'italiano, per illustrare come cambia la Parola del Signore. Da anni, ancora, si vive un grande fermento all'interno degli spazi dell'Oratorio: alcuni papà si sono impegnati, infatti, a dare vitalità alla Scuola calcio, oltre 150 iscritti all'attivo, nel segno «dell'educazione alla carità e solidarietà - precisa don Humberto - perché la piccola quota di iscrizione che pagano le famiglie serve a sostenere l'adozione a distanza dei bimbi nelle Filippine e in Madagascar». Sempre in tema sociale, dai giovani è nato il gruppo Do-mani di Solidarietà: un osservatorio sui diversi problemi del quartiere che gestisce anche un banco con prodotti del commercio equo-solidale. C'è pure l'animato gruppo di volontari che preparano ogni domenica sera la cena per circa un centinaio di indigenti, inizialmente nei pressi della Stazione Tuscolana. Da tempo è tradizione della parrocchia la lettura continuata della Parola di Cristo nelle case dei residenti. Ad aprile si svolge la Settimana della Comunità: coincide con la Festa della Patrona e si conclude con la celebrazione della Messa comunitaria e la benedizione delle coppie che celebrano il loro anniversario di matrimonio. Un gruppo di volontari dedica il proprio tempo a favore dei ricoverati della clinica Mater Misericordiae. C'è pure una sorta di cineforum: l'ultimo film visto di recente dalla comunità è stato "Francesco Giullare di Dio" di Rossellini. Oltre alla redazione del Gazzettino parrocchiale P@role Nuove. E tra qualche giorno andrà in scena la festa di Carnevale del catechismo aperta a genitori e figli. Tema: personaggi ed eroi dei cartoni.

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