CIVITAVECCHIA Rompe il silenzio il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti, e si dice pronto anche a rivolgersi alla Procura per tutelare i propri interessi e la propria immagine da quegli attacchi che ha descritto come «vergognosi», «strumentali» e frutto di una macchina del fango che si è messa in moto proprio a ridosso delle elezioni amministrative. «Ciò che qualcuno ha dichiarato è assolutamente infondato – ha spiegato il numero uno di Molo Vespucci – quando si parla di Civitavecchia a livello internazionale si parla del suo porto, ed infangarlo non fa certo bene». Si è parlato tanto, a volte anche abusando, di trasparenza. «Noi, oltre a rispettare la legge che imponeva di pubblicare determinati dati sul sito internet entro il 31 gennaio 2014 – ha aggiunto – abbiamo fatto di più, ne abbiamo pubblicati di altri e in maniera più dettagliata. Trasparenza vuol dire verità e i nostri numeri parlano chiaro: i risultati economici dell’ente sono la fotografia dell’operato dell’Autorità Portuale. E non possiamo non essere soddisfatti». Numeri che, al di là di tutto, descrivono un porto in salute, che ha tenuto bene nonostante la crisi e che anzi, come sottolineato dal presidente, è cresciuto in maniera «anomala» rispetto alla media nazionale. Nel 2009, ad esempio, le entrate correnti ammontavano a 38 milioni e 298 mila euro, diventati oltre 70 milioni nel 2012. Le uscite correnti erano di 32 milioni nel 2008 e soltanto di 35 milioni nel 2012. «Gli oltre 34 milioni di ricavi in pochi anni - ha sottolineato il presidente di Molo Vespucci - sono stati trasferiti in parte capitale per spese di investimento per dotare il porto di infrastrutture che ci richiede il mercato». Nel 2010, inoltre, l’Autorità Portuale ha versato nelle casse dello Stato 800 milioni di euro, passando ad un miliardo 98 milioni nel 2013, tra accise ed Iva». E sulle spese di consumo ha ricordato l’obbligo di versare allo Stato i risparmi: 72 mila euro nel 2009 e 847.808 nel 2013. Risultati importanti soprattutto sull’utile di esercizio: 525 mila euro nel 2008, 468 mila euro nel 2009, 1.300.000 nel 2010, 9.328.000 nel 2011 arrivati a quasi 15 milioni e mezzo di euro nel 2012. E, in controtendenza rispetto alla situazione attuale, nel 2012 il porto di Civitavecchia è risultato la più grande stazione appaltante del Paese, con un aumento del 4% dell’occupazione diretta nel 2013. «Altro che 22 milioni di commesse ed affidamenti diretti - ha sottolineato il presidente - tra Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta si scende a 7 milioni e mezzo. Nel solo porto di Civitavecchia hanno lavorato 220 imprese, l’80% delle quali di Civitavecchia. Questi sono dati importanti sui quali riflettere». Sulla «promozione» ha puntato molto l’accento Monti, «perché – ha spiegato – è uno dei compiti principali dell’ente».
Monti difende il porto Abbiamo dato lavoro e creato infrastrutture
L’autorithy: «La nostra gestione è trasparente e i dati sono pubblici»