Roma Capitale

L’ultimatum di Confcommercio «Risposte o piazza»

Damiana Verucci Alla fine l’ultimatum al Comune sui tagli ai tavolini all’aperto l’ha lanciato anche la Fipe-Confcommercio: «Dia risposte alle nostre segnalazioni, altrimenti la parola passerà alla...

Alla fine l’ultimatum al Comune sui tagli ai tavolini all’aperto l’ha lanciato anche la Fipe-Confcommercio: «Dia risposte alle nostre segnalazioni, altrimenti la parola passerà alla piazza». A 48 ore dalla manifestazione organizzata dalla Lupe Roma a piazza Bocca della Verità e a 72 ore dall’entrata in vigore, definitiva, dei piani di massima occupabilità comunali e municipali, Fabio Spada, Presidente della Fipe-Confcommercio e proprietario di un noto ristorante a Trastevere, lancia la sua sfida all’amministrazione: «Abbiamo scelto la strada del confronto e della concertazione e partecipato a molte riunioni con i rappresentanti delle istituzioni. Allo stesso tempo abbiamo presentato le segnalazioni di criticità come ci è stato richiesto contestualmente alla proroga dei 60 giorni concessi dal Campidoglio. Stiamo ancora aspettando una risposta». Proprio sulle segnalazioni di criticità è scoppiato un piccolo «caso» lunedì scorso quando l’assessore al commercio Marta Leonori, in risposta allo stato di agitazione della categoria, ha dichiarato di non averne ricevuta alcuna. Di tutta risposta Spada ha fatto presente all’assessore che le segnalazioni, in realtà, erano state inviate in I Municipio perché lì è stato aperto il tavolo tecnico. Riguardano una ventina di vie su un totale di 138 strade coinvolte dai tagli ai tavolini all’aperto delle zone in centro, Pantheon per esempio, come dei quartieri Trastevere dove in qualche caso, Vicolo del Cinque su tutti, i tavolini di diversi locali vengono addirittura azzerati. Sulla questione interviene però anche il presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi: «Le segnalazioni le ho qui davanti ma non si tratta di segnalazioni bensì di un prestampato uguale per tutte le vie e le piazze che assomiglia più ad una azione politica, proprio come la manifestazione in piazza di venerdì prossimo». Ma Spada incalza: «Non ci siamo limitati alle segnalazioni, abbiamo anche inviato alcuni progetti unitari di riqualificazione di vie e piazze elaborati da architetti che tengono in considerazione le esigenze degli esercenti e quelle dei residenti. E rappresentato per iscritto al sindaco e a tutte le altre istituzioni i principi che ci piacerebbe ispirassero l’azione politica dell’amministrazione come l ’adozione di un testo unico per i pubblici esercizi di cui abbiamo già elaborato una bozza presentata al Comune». Sceglierà se aderire o meno alla manifestazione della Lupe oggi stesso Claudio Pica, Segretario dell’associazione bar e gelaterie di Roma, passata in Confesercenti. «Ho parlato con il capo gabinetto del sindaco – dice – aspetto un’altra giornata per avere una risposta. Dopo di che non avrò alcun problema a far scendere anche i miei in piazza». Intanto l’associazione residenti Città Storica ha inviato una lettera di solidarietà all’assessore al commercio Marta Leonori e al presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi: «Non capisco il punto di vista degli esercenti – spiega il presidente Paolo Gelsomini – ci sono delle delibere che devono essere applicata, sarebbe assurdo da parte dell’amministrazione concedere un’ulteriore proroga». Insomma, il clima si fa sempre più caldo in vista della scadenza di sabato, ma tutto lascia pensare che il Comune non farà un nuovo passo indietro.

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