Roma Capitale

Stop all’esenzione del terzo figlio. Famiglie numerose contro il Comune

Il responsabile De Santis: l’assessore Cattoi è avulsa dalla realtà

«L’assessore Cattoi è completamente avulsa dalla realtà nella quale vivono le famiglie romane con tanti figli e pare non comprendere la fatica economica del far famiglia oggi. Inoltre paventare l’arma del ricatto sull’apertura di 4 nuovi nidi per "ben" 149 famiglie (non 149mila!) a fronte della cancellazione dell’esenzione al terzo figlio è oltremodo ingiuriosa e "familofobica"». Non usa mezzi termini Angelo De Santis, responsabile dell’Associazione Famiglie Numerose del Lazio, per replicare all’assessore capitolino che ha proposto di cancellare il beneficio per le famiglie numerose della Capitale. Proposta che sa più di spot ideologico che di reale risparmio per le casse comunali. «Evidentemente - incalza De Santis - Cattoi governa la nostra città senza conoscerla e senza rendersi conto delle difficoltà in cui versano quasi tutte le famiglie romane dal terzo figlio in poi, anche a causa di questa crisi che sembra non finire più. Ma le soglie di povertà Istat non le consulta? Dai commenti rilasciati ai media si denota la sua scarsa qualità politico-amministrativa che non ha una visione d’insieme» perché «non si rende conto che tutte quelle famiglie, che con enorme coraggio e fiducia nel futuro decidono di aprirsi a nuova vita facendolo più volte, dovrebbero essere sostenute e premiate sotto qualsiasi forma, anche quella economica, e non demoralizzate e disonorate dal conteggio dei denari posseduti. Quante famiglie ricche con più prole dal terzo figlio in poi che frequentano il nido, ci saranno a Roma? Perché non s’informa prima di sparare numeri a caso in modo artefatto e ideologico? È palese che i suoi dati economici non rispecchiano affatto la realtà!». De Santis insiste sul tema della soglia di povertà: «Perché umiliarci, arrogandosi a proprio merito, quei casi seguiti dai servizi sociali a cui concede l’esenzione perché hanno un miserabile reddito Isee fino a 6000 euro? Non dovrebbero esserci famiglie con redditi di 6000 euro quando gli affitti sono a 700/1000 euro al mese, le utenze aumentano del 7-9% l’anno e la benzina costa 1,75 euro al litro! E se è vero, come è vero, che ci sono, è compito ordinario di un’amministrazione comunale seria sopperire ai fabbisogni primari di queste povere famiglie. La famiglia è un problema assistenziale o una risorsa per questa città? Ci risponda assessore, per favore! Ma del resto - conclude amaramente - cosa possiamo aspettarci da un Sindaco e dalla sua giunta che in 8 mesi non hanno fatto altro che scelte di natura ideologica e non hanno perso occasione per smontare quelle buone pratiche attuate dalla giunta precedente in materia di politiche familiari?».

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