BRACCIANO Dopo la chiusura della discarica di Bracciano resta il «buco» causato dai ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni che vi conferivano i rifiuti, danno erariale che stando agli accertamenti delle Fiamme Gialle supera i 4,7 milioni di euro. L’indagine, partita anche su segnalazione della stessa Bracciano Ambiente spa che gestisce il sito di Cupinoro, ha portato alla notifica dei relativi atti di messa in mora per 37 sindaci e commissari prefettizi che si sono avvicendati tra il 2008 e il 2012. L’attività investigativa condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Civita Castellana coordinati dal comando provinciale di Viterbo, nel giugno 2011 è partita dai ritardi nei pagamenti dei vari Comuni che utilizzavano la discarica di Cupinoro per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Coinvolte complessivamente 169 persone e 19 enti locali, Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Cerveteri, Fiano Romano, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Mazzano Romano, Morlupo, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Santa Marinella, Trevignano Romano e l’Unione dei Comuni Valle del Tevere di Soratte, Comuni che appunto fino al 31 gennaio scorso, prima della chiusura di Cupinoro per esaurimento delle volumetrie, conferivano i rifiuti nel sito. Il danno quantificato è di oltre 4,7 milioni di euro, è il risultato degli accertamenti disposti dalla Procura regionale della Corte dei Conti riconducibili a vari aspetti, in particolare il mancato pagamento di interessi moratori da parte degli enti conferenti presso Cupinoro, il debito accumulato dal Comune di Bracciano nei riguardi della partecipata Bracciano Ambiente, costituita in house, e le spese per i finanziamenti da parte di istituti bancari o finanziari sostenute dalla società proprio per sopperire alle esigenze di liquidità causate dai ritardi nei pagamenti da parte degli altri enti locali. Non è la prima volta che Bracciano sottolinea la posizione creditoria nei riguardi degli altri Comuni del comprensorio, che hanno pagato alcune volte in parte, altre in ritardo le fatture emesse dalla spa. Dalla chiusura della discarica di Cupinoro, ricordiamo, i 25 Comuni hanno cercato soluzioni alternative in altre parti de Lazio, si attende ora che la Regioneporti il caso del rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) in Consiglio dei Ministri per conoscere le sorti del sito.
La Corte dei conti «condanna» 37 sindaci
Smaltivano i rifiuti a Cupinoro ma non saldavano le fatture. Danno erariale per 4,7 milioni
