Roma Capitale

Nel toto-rettore alla Sapienza spunta una donna

C’è anche una donna tra i possibili candidati al posto di Magnifico Rettore de «La Sapienza» di Roma. Sono già iniziate le grandi manovre nell’università più grande d’Europa per la successione al...

C’è anche una donna tra i possibili candidati al posto di Magnifico Rettore de «La Sapienza» di Roma. Sono già iniziate le grandi manovre nell’università più grande d’Europa per la successione al potentissimo Luigi Frati, che lascerà a fine ottobre il suo posto, dove siede dal 2008, dopo essere stato preside della facoltà di Medicina. Per evitare la scomoda coabitazione di due «papi» nell’ateneo, il Senato accademico ha deciso recentemente che le elezioni si possano tenere solo nell’ultimo trimestre di mandato del rettore uscente. E queste sono state fissate il 25 settembre. Per ora non ci sono candidature ufficiali, ma raccontano che si stia muovendo per ottenere la poltrona di numero uno dell’ateneo Tiziana Catarci, prorettore per le Infrastrutture e le tecnologie. Classe ’61, dal novembre 2010 è professore ordinario di sistemi di elaborazione delle informazioni alla nuova facoltà di Ingegneria delle informazioni e ha simpatie nel mondo di sinistra. Ma la strada non è affatto facile, nè poco affollata. In corsa ci sarebbe un altro prorettore, Giovanni Ruocco, docente di Storia del pensiero politico a Scienze politiche e di area decisamente comunista. Su questi potrebbe prevalere il presidente del Consiglio universitario nazionale ( Cun) e ordinario di Endocrinologia alla facoltà di Medicina Andrea Lenzi, un moderato che può politicamente può guardare sia a destra che a sinistra. Frati prediligerebbe invece il suo pupillo e Preside di Medicina Eugenio Gaudio, legato al mondo cattolico. Proprio in questi giorni alla «Sapienza» ci sarà una riunione tra professori universitari per far confluire i consensi su quest’ultimo candidato. L’ultimo nome che circola è quello dell’ex rettore di Viterbo Marco Mancini, legato al Pd e del ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza che dovrebbe lasciare il ministero di Viale Trastevere. A meno che la strada di questo governo non si fermi prima di ottobre. Il toto dopo-Frati non si esaurisce comunque qui. Sembrerebbero avere buone chances anche altri due prorettori come Adriano Redler e Antonello Biagini, ma la legge Gelmini ha escluso un’intera generazione, prevedendo l’incandidabilità per chi, come loro, non ha davanti a sè i 6 anni dell’intero mandato prima di andare in pensione.

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