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Maria Cristina di Savoia, la reginella santa

La sua vita è durata un soffio ma è stata ricca e intensa, di quelle che lasciano una traccia indelebile. Parliamo di Maria Cristina di Savoia nata a Cagliari nel 1812 e volata in cielo nel 1836 a...

La sua vita è durata un soffio ma è stata ricca e intensa, di quelle che lasciano una traccia indelebile. Parliamo di Maria Cristina di Savoia nata a Cagliari nel 1812 e volata in cielo nel 1836 a Napoli a soli 23 anni dando alla luce il suo unico figlio. Nella città partenopea il 25 gennaio scorso con una celebrazione religiosa è stata proclamata Beata da papa Francesco. Venerabile della Chiesa per il miracolo compiuto su una donna e per la devozione popolare della quale fu circondata Maria Cristina di Savoia è stata Regina delle Due Sicilie per appena 38 mesi. Chi volesse conoscere di più l’avventura terrena della Reginella santa può domani (ore 21) al Teatro dell’Angelo in via Simone di Saint Bon assistere allo spettacolo «Reginella Santa» scritto da Mariù Safier che ripercorre le tappe essenziali dell'esistenza della principessa: dall'adolescenza trascorsa tra Cagliari e Genova, a Torino, alla corte di Carlo Alberto, fino alla sofferta decisione di accettare le nozze con Ferdinando II di Borbone, Re delle due Sicilie. Anche se si trattò di un’ unione male assortita: fragile, riservata e ascetica lei, forte e spavaldo lui. Ad onor del vero Benedetto Croce scrisse però che non mancò nel loro matrimonio «l'armonia di mente e di spirito». Ad interpretare la sensibile Maria Cristina sarà l’attrice Rita Colantonio mentre Gioacchino Maniscalco tratteggerà la calda e solare meridionalità di Ferdinando II. Tra i due il figlio Francesco, interpretato da Angelo Evangelista che evoca la madre, morta di parto, in un dialogo di struggente tenerezza. Il testo teatrale della Safier analizza i rapporti di Maria Crisitna con il marito, Ferdinando II, approfondisce la relazione con la gente che la definisce la Reginella Santa per la sue virtù, traccia l’intenso percorso spirituale e temporale, di una sovrana sorprendentemente moderna. Colta e preparata, assiste i poveri e si preoccupa di migliorare la condizione femminile. Influisce positivamente sul marito, che la chiama il suo Angelo e si lascia guidare da lei, riconoscendole una superiorità morale e rimpiangendola per il resto della vita. La lettura è accompagnata da appassionati brani di Bach e Paganini, eseguiti dalla giovanissima violinista, Rebecca Raimondi, allieva di Salvatore Accardo; sulla scena, sono presenti i ritratti dei due sovrani, eseguiti dal pittore Federico Heidkamp Gonzaga. Maria Cristina soggiornò a Roma in varie occasioni: domani torna con questo rappresentazione, un’unica serata alla quale assisteranno i discendenti delle due dinastie. Un omaggio alla reginella santa che ha attraversato il periodo più incandescente del Risorgimento italiano, diffondendo la luce delle sue doti di bontà e di saggezza.

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