Roma Capitale

Fuoco al Centro civico, giallo sul collaudo

Un collaudo tecnico atteso da mesi, che non è mai arrivato. Poi l’incendio, l’edificio semidistrutto e una decina di persone vive per miracolo. Storie di ordinaria burocrazia, stando alle denunce...

Un collaudo tecnico atteso da mesi, che non è mai arrivato. Poi l’incendio, l’edificio semidistrutto e una decina di persone vive per miracolo. Storie di ordinaria burocrazia, stando alle denunce del centrodestra locale, dietro la tragedia sfiorata il 31 gennaio scorso nel quartiere Statuari, sull’Appia Nuova. Mentre tutta Roma era alle prese con il nubifragio, infatti, il Centro Civico «Uscita 23» di via Polia, infatti, è stato colpito dalle fiamme, propagatesi intorno alle ore 15 di venerdì passato. I ragazzi e alcuni anziani che erano presenti nel centro per fortuna sono riuscite a scappare. Ma ora è caccia alle responsabilità. Sul finire dell’amministrazione dell’ex minisindaco Sandro Medici (a capo dell’allora X Municipio), la gestione del centro era stata temporaneamente affidata, in maniera diretta, a quattro associazioni legate al centrosinistra. L’opera è stata realizzata «a scomputo», come spesso avviene sul territorio, ma il passaggio definitivo al Municipio, però, non sarebbe mai avvenuto per la mancanza proprio di questo collaudo tecnico. «Il centro – sottolinea il consigliere di Fratelli d’Italia, Fulvio Giuliano - viene normalmente utilizzato da parte di associazioni affidatarie, anziani e centri giovanili, o affittato per feste private di adulti e, soprattutto, bambini che per una pura fatalità non sono stati coinvolti in questa gravissima vicenda». Poi Giuliano attacca e si rivolge all’attuale presidente del Municipio VII, Susana Fantino:«Nel caso in cui venissero accertate responsabilità in capo agli attuali utilizzatori, circa la mancata manutenzione degli impianti, sospendere l’affidamento fino al termine dell’iter del collaudo tecnico amministrativo». Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore romano di Fdi, Andrea De Priamo: «Quanto è accaduto è estremamente preoccupante, poteva essere una tragedia, per di più annunciata visto l’immobilismo di questa e della precedente amministrazione municipale circa la delicata questione del mancato collaudo tecnico amministrativo che invochiamo inutilmente da anni». Dal canto loro, le associazioni nei giorni scorsi hanno affidato al quotidiano online RomaToday una lettera dove lasciano intendere una possibile matrice dolosa (e politica) dell’incendio. Ipotesi che però sarebbe stata esclusa, in attesa di perizie più approfondite, dai vigili del fuoco accorsi sul posto, anche in relazione alle possibili vittime che l’eventuale gesto avrebbe potuto creare. «Resisteremo – hanno comunque scritto le associazioni – Abbiamo già avviato una campagna di raccolta fondi e solidarietà nel quartiere per aiutare il Municipio a ristrutturare l’edificio. ‘Uscita 23’ tornerà migliore di prima»Via. Migliore e, speriamo, anche più sicura.

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