Roma Capitale

Le baby-squillo riconoscono cinque clienti

«Sì sono proprio loro». Guardano le foto e non hanno esitazione alcuna. Cinque clienti delle due baby squillo che si sarebbero prostituite in un appartamento in viale Parioli sono stati riconosciuti,...

«Sì sono proprio loro». Guardano le foto e non hanno esitazione alcuna. Cinque clienti delle due baby squillo che si sarebbero prostituite in un appartamento in viale Parioli sono stati riconosciuti, tramite ricognizione fotografica, dalle due minorenni. Si tratta di una verifica svolta nell’ambito dell’inchiesta che vede nove persone indagate. Per oggi è invece prevista l’audizione, in sede di incidente probatorio, della più piccola delle due baby squillo. I cinque clienti, che hanno sempre asserito di non essere a conoscenza dell’età delle ragazzine, sono indagati per prostituzione minorile. Ieri, tuttavia, nel corso dell’incidente probatorio, la più grande delle due baby squillo ha indicato circostanze che, per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto pm Cristiana Macchiusi, lasciano pochi dubbi all’ipotesi che i clienti non fossero consapevoli che le due ragazze erano minorenni. In particolare, la minorenne ieri ha ricordato il caso del rifiuto di un portiere di albergo di concederle una stanza, mentre era con un cliente, perché non aveva i documenti, e la richiesta di 1.500 euro da parte di un altro degli indagati per non diffondere tramite internet, in quanto minorenne, il video di un suo incontro. E il giorno prima una delle due ragazzine, davanti al gip, ha chiamato in causa la madre dell’amica: «Sapeva quello che facevo e sapeva quello che faceva la figlia». La minore ha confermato i proventi: guadagnava fino a 600 euro al giorno.

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