Chissà se uno dei tre piani del palazzone della Regione Lazio colpito da «big snow» in via Cristoforo Colombo è proprio quello dove il ragionier Fantozzi e il fidato collega Filini con la signorina Silvani si accapigliavano per una penna, per l’uscita più rapida a fine giornata e tanto altro ancora. Ecco, a distanza di tre lustri, la scena che da tre settimane si ripete ogni giorno in una parte dei piani X-XI e XII del "palazzone", potrebbe essere proprio quella di un film di fantozziana fattura. L’impianto di riscaldamento di quell’area infatti è saltato quasi un mese fa, lasciando nel gelo i dipendenti che per infausto destino si trovano a lavorare in quell’ala del palazzo. A pochi metri dagli uffici degli assessori che, fortuna ha voluto, restano al calduccio. Alle prime richieste quantomeno di informazioni, si era data una speranza: qualche giorno. Poi una settimana, fino alla ferale notizia: due, tre mesi. Praticamente quando s’è fatta primavera. Corsi ai ripari con doppio golf, scaldini, cappelli e sciarpa per combattere il gelo che, senza pietà, trapassa gli antenati infissi, "qualcuno" in alto ha avuto un po’ di compassione, fornendo - proprio come avrebbe fatto il super mega presidente di fantozziana memoria - una stufetta elettrica. Un piccolo calorifero, totalmente insufficiente a scaldare gli ampi uffici regionali, che dopo qualche giorno mostra già segni di preoccupante affaticamento. Ma soprattutto una stufetta diventata, a tempo record, l’oggetto dei desideri di tutti i dipendenti costretti a lavorare "imbaccuccati", clinex alla mano. Basta infatti una riunione un po’ più lunga in altro ufficio, un corso fuori sede, che la stufetta sparisce dalla stanza di destinazione per confortare, furtivamente, qualche altro dipendente in fase siberiana. Una situazione che ha del paradossale perché oltre al freddo e al gelo, contro il quale si utilizza anche il calore dei computer, spesso capita di doversi portare da casa anche saponette e carta igienica. Un «trasloco» al quale, tristemente, si aggiungono anche guanti, sciarpe e coperte.
Assessori al calduccio, dipendenti in «Siberia»
Personale costretto a lavorare con doppio golf, cappotto, cappello e sciarpone
