GUIDONIA MONTECELIO , circa 1000 manifestanti, una conferenza dei servizi andata a vuoto per la pesante assenza dell’Arpa, e un sindaco pronto a chiudere con un’ordinanza la discarica dell’Inviolata. Eligio Rubeis, infatti, ha ribadito ieri il suo avvertimento, per l’ennesima volta: «Chiuderò la discarica. I cancelli dell’Inviolata saranno sbarrati dal 1 marzo al tal quale e all’indifferenziato di ogni comune, compreso Guidonia Montecelio. Firmerò l’ordinanza contingibile ed urgente per motivi di salute pubblica». Non è la prima volta che il primo cittadino minaccia i «pigri» del porta a porta di far trovare loro i cancelli della discarica sbarrati. Finora le minacce sono sempre rimaste lettera morta ma il 1 marzo si vedrà anche perché per allora sarà scaduta la prorga concessa dalla regione ad agosto. «Guidonia Montecelio ha già trovato un sito in una regione del nord Italia dove portare l’indifferenziato della differenziata». Gli altri 48 Comuni, che per lo più non fanno la differenziata e che buttano la loro immondizia a Guidonia dovranno cavarsela da soli. La situazione all’Inviolata però resta preoccupante. La tanto attesa conferenza dei servizi prevista per ieri mattina è andata letteralmente a vuoto. Sotto il Comune ieri c’era un migliaio di persone. Ma è tutto da rifare. Al tavolo mancava l’attore principale: l’Arpa, unico ente preposto a dare indicazioni chiare e precise sul da farsi vista la condizione accertata di inquinamento delle falde sottostanti il sito che ormai ha superato i 140 metri di altezza sul livello del mare. L’appuntamento è rinviato al 18 febbraio. L’Agenzia avrebbe scritto di non essere stata invitata, cosa smentita però dal Comune stesso con tanto di ricevuta di raccomandata alla mano. Nulla di fatto, quindi. C’è ancora da aspettare. Dai dati definitivi del Piano di caratterizzazione, infatti, con i monitoraggi puntuali effettuati dall'ARPA Lazio, ìsi presenta una situazione di persistente contaminazione della falda acquifera da parte di sostanze organiche ed inorganiche (Manganese, Ferro, Nichel, Piombo, Arsenico, Diclorobenzene, Dicloropropano ecc.), e con la presenza anche del pericolosissimo Tallio, rinvenuto nei suoli». Una situazione paragonata a quella di Malagrotta e sulla quale occorre intervenire tempestivamente. «Lo studio fatto per Malagrotta – spiegano i comitati - evidenzia che i parametri contaminanti, come per esempio Ferro e Manganese sono ragionevolmente attribuibili a percolato. All’Inviolata purtroppo la questione non è difforme». Nel frattempo ci si chiede anche se sarà spostata l’altra conferenza dei servizi in Regione prevista per il 7 febbraio nella quale si dovrà discutere delle autorizzazioni ad ulteriori abbancamenti e alla realizzazione di un altro invaso da 500mila metri cubi in una discarica inquinata e sulla cui bonifica non è stato ancora deciso nulla. Questo è anche quanto si chiedono i cittadini e i comitati che ieri mattina sono scesi in piazza per chiedere la chiusura dell’Inviolata facente sempre capo al patron dell’immondizia Manlio Cerroni. Vivaci i toni dei manifestanti. «Io non voglio morire per l’aria cattiva fatemi crescere bene. Sono ancora piccolo», queste le parole toccanti di un bambino presente ieri mattina in piazza Matteotti alla manifestazione. Al tavolo, insieme al sindaco, ai rappresentanti delle società che gestiscono la discarica, anche i rappresentanti della ASL RMG, e della Provincia. Presenti anche i rappresentanti dei comitati cittadini che hanno consegnato una memoria di una decina di pagine che è stata messa agli atti. Nel documento i comitati hanno presentato un analisi attenta e aggiornata della condizione di inquinamento delle acque, chiedono agli enti preposti di predisporre azioni per fermare, circoscrivere l’inquinamento e infine ribadiscono la totale incompatibilità dell’impianto di trattamento meccanico biologico in costruzione all’Inviolata su un sito inquinato.
Il Sindaco: «Chiudo l’Inviolata»
Da sabato 1° marzo lo stop: pronta l’ordinanza a difesa della salute pubblica
