Dino Zoff e Valentina Vezzali, due vere leggende dello sport. Il portiere friulano e la schermitrice jesina hanno voluto testimoniare agli studenti accorsi nell’Aula 5 del dipartimento di giurisprudenza di Roma Tre come la passione sia il segreto per far fiorire il talento e riuscire a vincere grandi trofei anche a fine carriera. Nel corso del meeting «Gli highlander dello sport», il portiere campione del Mondo nel 1982 con l’Italia a 40 anni ha raccontato il suo segreto per restare tanti anni ai massimi livelli: «Ho sempre cercato di vedere il calcio come qualcosa di molto più semplice rispetto a quello che cercavano di farmi credere basando tutto su una forte etica del lavoro, il rispetto dell’avversario e del mio vivere da atleta e perché no, anche un pizzico di buona sorte per non infortunarmi mai seriamente». Sulla stessa lunghezza d’onda anche la 39enne schermitrice - sei medaglie d’oro nel fioretto - che invita gli appassionati presenti a far leva sulla forza di volontà: «Si tratta di un fuoco che ognuno di voi deve tenere vivo sia quando fa sport di qualunque tipo che nella vita quotidiana imparando a migliorarsi dall’esperienza quotidiana». In particolare Dino Zoff è stato interpellato su come è cambiato il calcio negli anni e si è dedicato a qualche pronostico in vista dei prossimi mondiali in Brasile: «Quando giocavo io credo ci fosse più serietà nell’allenamento e soprattutto c’era grande rispetto nell’affrontare grandi campioni e credo che tolti Pelè e Maradona, mi rimarrà sempre l’orgoglio di aver giocato con Platini e sfidato fenomeni come Cruijff, Riva e Rivera, uomini per cui nutrirò sempre grande stima. Se vedrei bene Totti ai Mondiali? Se fra tre-quattro mesi fosse in questo stato di forma, perché no? Anche lui è un "highlander" del calcio».
A lezione dagli «eterni» dello sport Zoff e Vezzali
GiovanniCrocè Dino Zoff e Valentina Vezzali, due vere leggende dello sport. Il portiere friulano e la schermitrice jesina hanno voluto testimoniare agli studenti accorsi nell’Aula 5 del...