Nella festa di S. Agnese sono stati presentati a Papa Francesco, che li ha benedetti, due agnelli dalla cui lana verranno ricavati i pallii per i nuovi arcivescovi metropoliti. Una tradizione suggestiva che risale al 1600 fatta di diverse «tappe». I due agnellini, donati dai monaci Trappisti delle Tre Fontane, vengono allevati dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth. La mattina del 21 gennaio sono portati solennemente nella basilica di Sant’Agnese, sulla Nomentana, da due canonici della basilica di San Giovanni in Laterano. Un agnello è coronato di fiori bianchi per ricordare la verginità della santa, l’altro di fiori rossi a ricordo del martirio. Sull’altare l’abate generale dei Canonici Regolari Lateranensi li benedice, poi i due animali vengono portati dal Papa, offerti dagli stessi Canonici come atto di fedeltà del Laterano al Pontefice. Infine gli agnellini sono portati nel monastero delle benedettine di Santa Cecilia in Trastevere, che si occupano di accudirli fino alla tosatura. Il pallio, fatto con la lana degli agnelli, è un’insegna liturgica d'onore e di giurisdizione, che viene indossata dal Papa e dagli arcivescovi metropoliti nelle loro chiese e in quelle delle loro province, a significare la comunione con la sede petrina. È costituito da una stretta fascia di stoffa tessuta in lana bianca, decorata con sei croci in seta nera (mentre quelle del Papa sono rosse). Il rito dell'imposizione del pallio viene compiuto dal Pontefice ogni anno il 29 giugno, in occasione della celebrazione della solennità dei santi Pietro e Paolo. Ieri Papa Francesco, nell’omelia a S. Marta, ha fatto un richiamo all’umiltà, ai piccoli: «Il rapporto del Signore con il suo popolo è un rapporto personale, non è un dialogo fra il potente e la massa - ha detto - In un popolo, ognuno ha il suo posto. Il Signore parla sempre con i nomi e sceglie personalmente». Inoltre, «c'è un rapporto fra Dio e noi piccoli: quando deve scegliere le persone, anche il suo popolo, Dio sceglie sempre i piccoli». E sempre ieri è stato diffuso il messaggio del Pontefice al World Economic Forum, in corso questi giorni a Davos: «Vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell'umanità e non la governi - sottolinea il Papa - La crescita in equità richiede decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo». Quindi ha ribadito che «non si può tollerare che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente sprecate».
Gli agnellini benedetti da Papa Francesco
Andrea Acalia.acali@iltempo.it Nella festa di S. Agnese sono stati presentati a Papa Francesco, che li ha benedetti, due agnelli dalla cui lana verranno ricavati i pallii per i nuovi arcivescovi...
