Roma Capitale

Romani in fila nel girone della Tares

In alcune zone consegnati solo ieri i modelli di pagamento ai residenti

Mancano quattro giorni, ma l’incertezza regna ancora sovrana. Prosegue l’incubo Tares nella Capitale. Code notevoli e mancate informazioni ieri negli uffici di Ama, al civico 23 di via Capo d’Africa, ma anche in diversi sportelli di Poste Italiane a poche ore dalla scadenza del pagamento della maggiorazione della nuova imposta sui rifiuti che non fa dormire sogni tranquilli ai romani e non solo. Non il caos «da svenimento» che ha fatto parlare di sé la settimana scorsa, ma comunque tanti in fila e attese snervanti. E, visto che venerdì è pure l’ultimo giorno utile per il versamento della mini-Imu, la preoccupazione degli utenti non accenna a dileguarsi. Francesca R., settantanovenne residente in zona Appia, non sa che i moduli da pagare sono due: «Credevo ci fosse solo il bollettino postale», ci dice osservando basita il fac simile di modello F24 che le mostriamo. I «servizi indivisibili», la signora non ha la più pallida idea di cosa siano. Federico G. spera di tornare a casa per l’ora di pranzo, ma la vede dura. A mezzogiorno è in fila da un’ora e ha delle perplessità da sciogliere. La confusione la fa da padrona soprattutto fra gli anziani. E sono in tanti quelli che reclamano, come da copione degli scorsi giorni, i moduli non consegnati nonostante le rassicurazioni «in corner». A non passare sotto traccia è la questione della «cattiva comunicazione». «In parecchi pensano che sia già scaduto il termine per pagare», dice Ignazia F., che è venuta solo ad informarsi con sua figlia. In mezzo, pure la scelta di molti che hanno preferito affidarsi alle vie tradizionali e non ripiegare su scorciatoie quali i servizi alternativi allo sportello (home banking o ricevitorie). Così, continuano a scoppiare di contatti e reclami i centralini delle associazioni dei consumatori, come il Codacons che ha annunciato qualche giorno fa la «battaglia legale contro qualsiasi interesse che dovesse essere applicato a chi effettuerà i pagamenti in «ritardo». «Il rischio è che molti cittadini decidano di non pagare entrambi i modelli, con danni evidenti per le casse di Ama e per quelle dello Stato», ha evidenziato il presidente Carlo Rienzi. Anche se il Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, nel corso dell’ultimo question time, ha reso noto che nessuna sanzione è dovuta se il versamento dell’addizionale Tares è insufficiente o non viene effettuato per il mancato invio del bollettino del saldo e del modello F24 relativo ai servizi indivisibili. Ieri è stato anche il giorno delle tante proteste arrivate a diversi Caf di zona soprattutto dai quartieri di Roma Est per sottolineare l’avvenuta ricezione nella cassetta della posta del modello di pagamento a un passo dalla deadline. È il caso di Antonia T, di Ostiense, anche lei ignara della scadenza del 24. Numerose lamentele anche da zona Eur e Montagnola. Ama, da parte sua, ricorda che è attivo un accordo con Poste Italiane in base al quale è possibile espletare le procedure ordinarie relative alla tariffa rifiuti nei 110 uffici postali aderenti a «Sportello amico» presenti in città. Registrandosi al sito dell’azienda capitolina è possibile visualizzare il proprio contratto e scaricare sia il bollettino sia il modello F24. Sempre incrociando le dita che non ci siano intoppi last second.

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