Roma Capitale

Qualcuno spiava Zingaretti, trovata microspia

"Continueremo nell'opera di rinnovamento, trasparenza e autonomia a difesa dell'interesse pubblico". La Procura apre un fascicolo.

Shhh qualcuno ci spia. "Nella giornata di sabato, nel corso di una periodica verifica delle difese fisiche ed elettroniche a tutela della privacy e della sicurezza degli uffici della Presidenza, è stato rinvenuto dentro una poltrona della sala riunioni un complesso apparato elettronico idoneo all'ascolto e alla registrazione ed atto alla trasmissione all'esterno". E' quanto fa sapere, in una nota, la Regione Lazio, che ha informato del ritrovamento l'Arma dei Carabinieri per la dovuta denuncia e immediatamente la Procura della Repubblica di Roma dell'avvenuto ritrovamento. La cimice era perfettamente funzionante con un meccamismo di attivazione con un filo rosso che si trovava sulla spalliera che poteva convertire l'ascolto anche dall'esterno. Era collocata nella sala riunione accanto alla stanza di Zingaretti, una sale per sedici persone dove è stato discusso di tutto: dalla centrale unica per gli acquisti alle nomine dei direttori delle asl. Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti confida che al più presto le indagini facciano luce su questo ritrovamento inquietante. "E' un episodio inquietante. Da parte nostra continueremo nell'opera di rinnovamento, trasparenza e autonomia a difesa dell'interesse pubblico che abbiamo iniziato sin dal primo giorno del nostro arrivo".   APERTO UN FASCICOLO Un apparato artigianale non in uso consuetudinario alla polizia giudiziaria romana: questo, secondo quanto si apprende in procura a Roma, l'esito di un primo accertamento sulla cimice trovata sabato scorso dai carabinieri durante una bonifica di routine effettuta da personale specializzato, nella sala riunioni della Regione Lazio. Sull'apparecchio, in grado di trasmettere se azionato, verrà effettuata una perizia. Si dovrà attendere l'esito di questa consulenza tecnica per saperne di più. Intanto il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, dopo il colloquio avuto stamane con Nicola Zingaretti, aspetta di prendere visione della relazione dei carabinieri che gli perverrà entro 48 ore dal ritrovamento della cimice. Si ipotizza il reato di abusiva installazione di apparecchiature atte all'intercettazione (art. 617 bis del codice penale). Nel pomeriggio il fascicolo verrà assegnato e per l'indagine si fa riferimento al gruppo di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.   CIMICE NON UTILIZZATA DALLA POLIZIA E SPENTA Il complesso apparato elettronico, di fattura artigianale, ritrovato sabato scorso nella sala riunioni della presidenza della Regione Lazio "non è in uso alla polizia giudiziaria" di Roma. Lo si è appreso a piazzale Clodio dove si precisa anche che la cimice, benché idonea all'ascolto e alla registrazione, "risultava spenta". Di sicuro, la microspia, di cui ha dato notizia questa mattina il Governatore Nicola Zingaretti, non ha alcuna relazione con quelle trovate nell'aprile di tre anni fa dall'allora presidente Renata Polverini nel suo ufficio e riconducibili, come si è saputo solo da pochi giorni, all'attività investigativa della procura di Velletri che indagava sulla gestione illecita del traffico di rifiuti solidi urbani.

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