Roma Capitale

La lotta contro le nuove schiavitù

Dalla liberazione dei cristiani catturati dall’Islam alla cura dei poveri

La chiesa di Santa Maria della Mercede e Sant'Adriano ha un nome doppio perchè è due in un’una e unisce alla perfezione antico e moderno, accostando stili e opere di epoche distanti tra loro. Costruita nel ’900 in stile modernista, sul progetto dell’architetto Marco Piloni, ospita preziose opere trasferite qui da una chiesa che si trovava nel Foro romano, Sant'Adriano appunto, costruita da Onorio I (625-638) sulla Curia senatus e scomparsa nel 1937, per consentire il ripristino dell’aula della Curia. La parrocchia è un punto di riferimento del quartiere Salario, si trova sulla trafficatissima viale Regina Margherita, in una zona molto commerciale e si affaccia lateralmente sul mercato rionale di via Basento. É affidata all’ordine dei frati Mercedari, nato nel ’200 in Spagna per liberare i prigionieri cristiani schiavi dei musulmani. Ora è di ben altre schiavitù, molto diffuse nel Terzo Millennio, che devono occuparsi il parroco Giuseppe Celano (qui dal 2009) e il viceparroco venuto dall’India, Sundar Raj Madalhai Muthu (arrivato nel 2012). «Per l'Epifania, - racconta quest'ultimo - abbiamo invitato 15 senzatetto della stazione Termini a pranzare con noi in parrocchia. Lì dove solitamente ci sediamo solo in 4 eravamo una ventina, ci siamo un po' stretti perché lo spazio era poco, ma è stato un momento molto bello». Il viceparroco aggiunge che ci sono tanti funerali in questa zona, ma «fortunatamente anche tanti battesimi». Sono un centinaio i giovani di Azione Cattolica attivi nella parrocchia e si danno un gran da fare, dal volontariato per la Caritas alle partite di calcetto a Valle Giulia sono tante le attività che accompagnano la formazione catechetica. «Cerchiamo di coinvolgere tutti, dai sei ai trent'anni - dice Massimo Porfiri, presidente di Azione Cattolica - in un percorso che va dal gioco all'approfondimento spirituale. Uno dei momenti più belli è quello del pernottamento, quando i ragazzi passano un'intera giornata fuori, ad esempio in un convento. Domenica prossima la parrocchia parteciperà alla Marcia della Pace, con un corteo da Castel Sant'Angelo a piazza San Pietro». C'è anche un gruppo di anziani che si incontra tutti i mercoledì per chiacchierare, vedere film, giocare a carte o a tombola. Sono loro ad andare in giro nel quartiere a raccogliere il cibo avanzato nei ristoranti per portarlo alla mensa dei poveri. Ha una storia travagliata, questa parrocchia, quasi itinerante. È stata istituita nel 1932 da Pio XI e in origine aveva sede nella vicina chiesa di Santa Maria Addolorata a piazza Buenos Aires, quella nazionale degli argentini cui era molto legato Papa Francesco quando era «solo» il cardinal Bergoglio. Dal 1958 si è spostata nell’attuale chiesa, per autorizzazione di Pio XII. Il nome di Sant’Adriano è stato aggiunto perché‚ come detto, qui sono state trasportate opere della chiesa scomparsa: le acquasantiere a forma di angeli di scuola berniniana, una Sacra Famiglia di scuola raffaellesca e il Sacro Cuore del pittore seicentesco Carlo Maratta. Ora la chiesa accoglie i fedeli con gli angeli bronzei realizzati nel ’900 dallo scultore Guarino Roscioli sulla facciata, mentre nelle tre navate angeli barocchi assistono alle messe.

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