Roma Capitale

Passa il bilancio Niente commissario

Giancarlo Cremonesi ha esultato, ieri, alla fine di una giornata per lui, ma soprattutto per la Camera di Commercio, certamente positiva. Prima l’approvazione, quasi all’unanimità, del bilancio...

Giancarlo Cremonesi ha esultato, ieri, alla fine di una giornata per lui, ma soprattutto per la Camera di Commercio, certamente positiva. Prima l’approvazione, quasi all’unanimità, del bilancio camerale dopo mesi di immobilismo dell’Ente. Poi la magistratura che con il Consiglio di Stato gli ha dato una seconda volta ragione. Già il Tar, infatti, lo scorso 27 dicembre aveva concesso la sospensiva a Cremonesi che al tribunale si era rivolto in extremis per bloccare l'introduzione nello statuto camerale del meccanismo della sfiducia, mossa dei «ribelli» per assicurarsi il «cambio della staffetta». A quella sospensiva i 22 consiglieri, che appoggiano l’elezione di Lorenzo Tagliavanti alla presidenza della Camera, avevano risposto appellandosi a loro volta al Consiglio di Stato che ieri, però, gli ha dato torto. Il motivo è sostanzialmente questo: mancano ormai pochi giorni all’udienza di merito del Tar (fissata il 13 febbraio) dove la controversia sarà trattata in tutti i suoi aspetti, non si ravvedono ragioni di urgenza o di pericolo di non funzionalità dell’Ente per cui bloccare questo procedimento. Anche perché da ieri la Camera è tenicamente in grado di ricominciare a funzionare. Il bilancio è passato, seppur accertando un disavanzo notevole pari a 34 milioni di euro, che potranno essere recuperati dai risparmi accumulati in questi anni dall’Ente. Per Cremonesi il segno meno ha cause ben individuabili: la gestione in negativo di investimenti spa con la sua appendice Fiera di Roma e da Tecnopolo. Ma è comunque un risultato che il presidente ha giudicato come una risposta chiara all’ipotesi, per nulla improbabile, del commissariamento. Il bilancio doveva essere approvato a fine dicembre e dalle forze politiche si era alzato un polverone sui rischi che una gestione di un ente così fondamentale per le imprese potesse essere affidata ad un commissario esterno. «Mi sembra che da oggi in poi siamo invece in regola con ogni adempimenti - ha dichiarato il presidente Giancarlo Cremonesi - purtroppo quello che non è stato fatto entro il 31 dicembre è stato fatto il 15 gennaio, in tempi quindi relativamente accettabili. Ora siamo pronti a tutti gli interventi di cui l’economia del territorio ha bisogno». Soddisfatto anche Tagliavanti che ha ribadito che l’approvazione del bilancio era già in programma ma che resta la querelle sulla modifica dello statuto ìrispetto ad un diritto di un ente autonomo di dotarsi di quegli articoli che servono a migliorare l’efficacia e l’efficienza della funzionalità del proprio ente». Parole che indicano la chiara intenzione di non voler affatto sotterrare l’ascia di guerra. Ma forse, almeno questa volta, ha prevalso il buon senso di ridare funzionalità ad un Ente bloccato da troppo tempo.

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