Roma Capitale

Discariche abusive nelle cartiere

Immondizia al posto del nuovo auditorium. La notte raid dei vandali

TIVOLI Cartiere da codice rosso. È di nuovo emergenza nel centro storico di Tivoli, dove a destare preoccupazione è la condizione in cui versa l’edificio che un tempo rappresentava il cuore industriale della Città dell’Arte. Al posto dei macchinari e degli operai oggi ci sono solo macerie, coperte da cumuli di immondizia sparsi lungo le strade che dovrebbero portare i turisti a spasso tra i monumenti che hanno reso celebre Tivoli in tutto il mondo. I cittadini meno educati preferiscono lasciare lì quello che in casa non entra più: frigoriferi, vecchi elettrodomestici, copertoni, abiti usati, hanno letteralmente invaso i locali dello stabilimento, alzando il livello di guardia anche dal punto di vista igienico-sanitario, questione che va ad aggiungersi al problema strutturale. Dopo il crollo di parte dell’edificio, avvenuto cinque anni fa, solo per mettere in sicurezza la struttura ci vogliono due milioni di euro, soldi che il Comune non aveva prima e non ha neanche adesso. Per questo era stato redatto un bando di gara con cui il municipio cercava di risolvere il problema sfruttando il meccanismo della permuta: il privato ci mette i soldi, circa 20 milioni di euro, in cambio di quarantaseimila metri cubi da costruire, di questo il venti per cento resta al quartiere che ci guadagna in servizi. Secondo il progetto redatto dagli uffici comunali e rimasto al palo da più di un anno, la comunità avrebbe potuto usufruire di un auditorium, una scuola e una nuova area verde che farebbero buona compagnia ad abitazioni, negozi e parcheggi. Una riqualificazione che però è rimasta solo sulla carta. L’amministrazione guidata dal sindaco Gallotti, infatti, non ha fatto in tempo a far partire il procedimento per l’assegnazione, visto che il parere dell’Avvocatura, necessario per avviare l’iter, è assessore ai Lavori Pubblici che ha seguito il procedimento. Le buone intenzioni, insomma, non sono bastate e con il passare del tempo la situazione non ha fatto altro che complicarsi, rendendo la vita difficile ai residenti, che negli ultimi tempi hanno visto moltiplicarsi gli atti di vandalismo ai danni delle macchine parcheggiate vicino ai locali. Il record è stato registrato pochi mesi fa, quando in un notte sono stati distrutti i finestrini di otto automobili. A poco sono servite anche le contromisure utilizzate dal palazzo: la rete che impediva l’accesso è stata rotta e non è cosa rara vedere gruppi di ragazzi entrare nell’edificio con tutti i rischi del caso. Il dubbio, suffragato dagli schiamazzi e da un via vai continuo, è che sia diventato un ricovero di fortuna per chi oggi una casa non ce l’ha più. E definirlo «di fortuna» potrebbe essere un eufemismo.

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