Roma Capitale

Anche il tennis per attrarre i giovani

Don Maurizio può contare sul sostegno dell’ex campione Zugarelli

A vederla sembra più un antico rudere che una parrocchia, ma in realtà è modernissima. La chiesa di San Valentino ha uno stile unico, distante dal modello di architettura romana fatta di marmi e stucchi e ispirato a quella romantica delle rovine dei monumenti. Il complesso parrocchiale progettato dall’architetto Francesco Berarducci si trova nel Villaggio Olimpico, un’icona della pianificazione urbanistica italiana. «Vengono molto spesso studenti di architettura a visitare la chiesa - dice il parroco Don Maurizio Modugno - Ma non è stato sempre tutto così perfetto. Quando sono arrivato, un anno fa, ho dovuto avviare un vero e proprio processo di riqualificazione. Erano molte le cose che non andavano. Durante le prime messe c'erano delle bacinelle per raccogliere l'acqua che cadeva dal soffitto e le infiltrazioni avevano danneggiato persino l'organo». Con l'aiuto di una squadra di persone fidate, il parroco ha rimesso in sesto l'intero complesso. «Un po' com'è successo per il Villaggio Olimpico con la costruzione dell'Auditorium, quando da una situazione di degrado il quartiere si è trasformato in un polo culturale». La chiesa ha un aspetto particolare. Le pareti del «rudere» sono tutte in mattoni a vista e l'edificio è circondato da un recinto in muratura, basso e volutamente «bucato» in diversi punti, forse proprio per incuriosire chi lo guarda dall'esterno. All'interno il soffitto trasparente crea un suggestivo percorso di luce che parte dall'entrata e arriva all'altare. Al centro del complesso un piccolo giardino ospita un profumato agrumeto. Quella di Don Maurizio è una storia singolare: era un funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri e un critico musicale, e la sua è stata una vocazione adulta. «Sono entrato in seminario a 50 anni - racconta il parroco - e non è stato facile. I miei familiari pensavano fossi impazzito. Penso comunque che questo sia il futuro della chiesa, perchè oggi di diciottenni che si fanno preti ce ne sono sempre meno, mentre i trentenni ed oltre aumentano». Un grande problema della parrocchia è la mancanza di bambini. «Inizialmente al catechismo erano pochissimi - dice Don Maurizio - ma le cose stanno migliorando. Siamo riusciti a fare qualche piccolo investimento per creare degli spazi dove i più giovani, dopo 8 ore di scuola, possano sfogarsi un po' e avvicinarsi al mondo parrocchiale». Grazie anche alla generosità dei fedeli, infatti, oggi la chiesa di San Valentino ha un nuovo campo di calcetto e anche uno da tennis, sport inusuale per una parrocchia, ma che qui sta riscuotendo un grande successo. Molto dipende dalla collaborazione di un maestro molto speciale. «Nostro grande amico è l'ex campione Tonino Zugarelli, che ha vinto la Coppa Davis nel 1976 e ora tramite suo figlio organizza due volte a settimana dei corsi che sono molto seguiti». La parrocchia ha un grande teatro dove vanno a provare attori famosi come Gaetano Aronica, Daniela Poggi e Sebastiano Somma e, a volte, anche i giovani del quartiere fanno le loro rappresentazioni. Non mancano poi le iniziative di sostegno ai poveri e su questo Don Maurizio ha le idee molto chiare. «La carità va fatta bene, abbiamo ridotto il numero delle tante piccole iniziative per concentrarci su poche e farle al meglio». Così, mentre il «guardaroba» per i poveri è stato convogliato alla vicina parrocchia di San Bellarmino, qui ci si occupa soprattutto di dar da mangiare, il sabato mattina, a circa trecento persone in difficoltà. Stranieri certo, ma anche tanti italiani. E questo deve far pensare.

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