Isotopi radioattivi per scovare il vino vero dal taroccato o l’extravergine; marcatura molecolare per individuare i formaggi autentici da similari. Sono potenziali «armi» di difesa contro i falsi, ovvero prodotti che sono altro da ciò che dicono di essere. A contrastare sul campo l’agropirateria è il Corpo Forestale dello Stato che nei primi 9 mesi ha svolto 5mila controlli e sotto le Feste intensifica l’azione di contrasto. Aumentano gli acquisti cosiddetti pregiati e di pari passo i falsi alimentari. Così cibi e bevande «taroccate» rischiano di finire sulle tavole degli italiani e allora saper distinguere «il vero o il falso» diventa decisivo. Al Tempio di Adriano il Corpo Forestale ha presentato il decalogo per evitare «intrusi» a tavola suggerendo ai consumatori come saper riconoscere l’autenticità dalla falsificazione. Leggere bene le etichette, prestare attenzione alla provenienza del cibo, conoscere le regole e il processo di produzione dell’alimento, fare attenzione al rapporto prezzo-qualità, non farsi ingannare dai claims in etichetta, conoscere le differenze all’interno della stessa categoria merceologica, ad esempio fra vino da tavola e vino doc e fra olio di oliva e olio extra vergine di oliva. E soprattutto tenere a mente che made in Italy nel settore alimentare non significa che la materia prima è italiana. Contraffazioni eclatanti come il Prosecco russo, il parmesan che scimmiotta un campione di qualità come il Parmiggiano Reggiano, la lenticchia canadese "confusa" con quella di Castelluccio la dicono lunga su un fenomeno da 14 miliardi. L’elenco delle imitazioni è lungo quanto le nostre vere eccellenze agroalimentari che sono tra i migliori ambasciatori dell’Italia. Prodotti da difendere, preservare e riconoscere dal cibo farlocco che sa di «imitazione».
Se è «vero o falso» te lo dice la Forestale
Decalogo per i consumatori su come difendersi dalle agropiraterie natalizie
