Comunque vada, sul Bilancio pioverà una valanga di ricorsi. Già al telefono dall'ospedale in questi due giorni mi era parso tutto chiaro. Ma rientrando in aula ne ho la conferma. Si stanno sommando una sull'altra una serie di incredibili e inaccettabili forzature. Credono davvero di passarla liscia così? Il presidente d'aula, Mirko Coratti, è tecnicamente molto in gamba: peccato sia così di parte, così attento solo alle ragioni della sinistra. Rientro in Consiglio nel pomeriggio. Il clima resta di grande tensione. Consiglieri qua e là, conciliaboli di ogni genere, tutti che fanno pronostici. Quelli che sanno sempre tutto già si sbilanciano sulle date. Il Bilancio passerà il 2, no, si farà l'accordo il 5, appena dopo l'arrivo della lettera del Prefetto. Roma è la città delle voci e degli spifferi, a volte hai voglia a ripetere sempre la stessa cosa, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Provo comunque a ribadire: nessun accordo, nessuna intesa sul merito, nessuna disponibilità a trattare sugli emendamenti e sugli ordini del giorno. Non li ritireremo. Facciano quel che vogliono, si inventino quel che vogliono. Faranno forzature? Andremo al Tar, senza problemi. Stiamo predisponendo le trincee, non sfonderanno le nostre linee. Ci darà torto il Tar? Se necessario andremo al Consiglio di Stato. Vinceremo? Perderemo? Si vedrà: ma nessun patto con questa amministrazione impresentabile. Ce lo urlano a gran voce i nostri elettori, e abbiamo il dovere di ascoltarli e non deluderli. Intanto la massa degli emendamenti giace lì, sostanzialmente immutata, non intaccata dalle prime schermaglie che in gergo tecnico vengono considerate "propedeutiche". Debbo dire che a guardarla fa un certo effetto, incute timore ma in noi suscita per la verità una certa qual complice speranza. Speranza che questa amministrazione vada a casa, la stessa speranza che nutre ormai la gran parte dei romani. Incontro Daniela Tiburzi, vedova di Franco Dalia, l'esponente Pd appena scomparso, ed è un colloquio toccante. Una donna dignitosa e perbene. La saluto con affetto. Intanto, incredibile ma vero, perfino i grillini un po' si stanno svegliando. Li ho punzecchiati nei giorni scorsi, e paiono almeno in apparenza essersi un po' ripresi dal loro atipico torpore capitolino, forse anche in occasione del loro Vaffaday. Ora sono scatenati contro le ipotesi di "manovrina d'aula" e fanno benissimo. Tutti dobbiamo avere a cuore la nettezza e la chiarezza dei nostri atteggiamenti politici. Io, e lo ripeto, non ho delibere da caldeggiare, finanziamenti ad associazioni da ottenere. Posso fare opposizione a testa alta, con il mio gruppo, il Nuovo Centrodestra, perché non siamo interessati a scambi, pasticci, sotterfugi. Intanto Marino continua a girare per la città come se fosse ancora il sindaco. I suoi consiglieri di maggioranza gli stanno togliendo potere ogni giorno di più, e alcuni di loro, riservatamente, confidano di essere contenti che gli arrivi la lettera del Prefetto, perché è un modo ulteriore per tenerlo sotto pressione. Insomma, con questo sindaco sono in conflitto tutti. Chi, come me, in modo palese, tanti altri in modo più occulto.
In Consiglio è partito il balletto delle date sull’approvazione
di Sveva Belviso*Comunque vada, sul Bilancio pioverà una valanga di ricorsi. Già al telefono dall'ospedale in questi due giorni mi era parso tutto chiaro. Ma rientrando in aula ne ho la conferma....
