Ah se questi scranni potessero parlare, fare nomi e cognomi, rivelare le frasi, le risatine dei consiglieri di centrosinistra quando parlano del loro ormai quasi ex sindaco Ignazio Marino, che nel giorno dedicato alla violenza contro le donne se ne andava lui, uomo, da una parte all'altra della città lasciandosi intervistare su una gomitata mai subita durante la rissa in Consiglio dell'altra sera con il consigliere Rossin. La prova moviola inchioda il sindaco, c'è poco da fare. E anche le sirene del politically correct, sempre così sinuose e avvolgenti nel loro canto, annaspano per mancanza d'acqua in cui nuotare. Il canto s'è fatto flebile col passare delle ore, è ormai un indistinguibile lamento sovrastato dall'evidenza dei fatti. Ho dovuto chiedere all'Ufficio di presidenza del Consiglio comunale, che comprensibilmente sanzionerà Rossin, di sanzionare ancor più gravemente il sindaco per simulazione. Se potessero parlare, questi scranni, si divertirebbero. Ormai, quando si cita Marino, i consiglieri di centrosinistra alzano gli occhi al cielo. Qualcuno pubblicamente ancora lo difende, ma nel privato arrossisce. Giornata di vari interventi grillini al cloroformio, quella di ieri. Così come a livello nazionale Grillo attacca il governo, a livello cittadino i grillini nei confronti di Marino emettono soltanto belati, sembrano le pecorelle della vecchia pubblicità in bianco e nero dell'Intervallo. Grinta zero. Opposizione sottozero. Il loro leader De Vito capisce che la linea è così morbida da risultare strana, quasi inspiegabile. Allora afferra gagliardamente il microfono e urla: «Noi non siamo la stampella di Marino». Grillo e Casaleggio lo avranno rimproverato? Marino e Nieri ricompaiono improvvisamente in aula, sindaco in testa, appena Alemanno comincia a parlare. Tanto che il collega marchiniano Onorato sibila: «Marino ascolta più Alemanno che la sua maggioranza». Sono sicura che non è così, sono troppo affezionata a Gianni per pensarlo. Se nell'aula per Marino va male, fuori va peggio. Ogni giorno una manifestazione contraria. I vincitori del Concorsone, le imprese e i lavoratori della Metro C, oggi è toccato ai vigili urbani. Marino adesso piagnucola, ma dovrebbe comprendere che queste reazioni sono solo conseguenze delle sue azioni. In sei mesi ha offeso interi pezzi della città, vigili urbani inclusi. Sono senza regole chiare, senza straordinari, e un sindaco del genere proprio non lo reggono più. Intanto ho cominciato timidamente a spiegare ai miei bimbi il significato della parola emendamento, termine che ultimamente mi sentono pronunciare così spesso quando parlo al telefono. A proposito, noi del Nuovo Centrodestra tra ordini del giorno ed emendamenti siamo circa a quota 40mila. Ognuno li ha portati qui come ha potuto, furgoni, carriole, a piedi. Siamo davvero mobilitati, entusiasti, allegri e uniti come da anni non accadeva. Ah, come è chiaro in queste giornate di impegno consiliare no-stop, come tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione non mangio mai a casa, consumo quando capita qualcosa al volo qui vicino. Proprio oggi al bar il barista mi guarda e dice: «Signora: se permette la piadina gliela offro io. A una condizione, però: me cacci 'sto Marino».
I grillini emettono belati e intanto Marino sembra sempre più ex
di Sveva Belviso* Ah se questi scranni potessero parlare, fare nomi e cognomi, rivelare le frasi, le risatine dei consiglieri di centrosinistra quando parlano del loro ormai quasi ex sindaco...
