È stata presentata la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, che reca la firma dei consiglieri «ribelli», ovvero coloro che rivendicano il rispetto del patto della staffetta che portò il già presidente di Acea al vertice dell'ente nel settembre del 2010: su quella poltrona avrebbe dovuto restare per due anni e mezzo, poi avrebbe dovuto cederla a Lorenzo Tagliavanti che intanto assunse il ruolo di vicepresidente. La mozione è stata depositata negli uffici dei via De’ Burrò: in calce ha 22 firme, una in meno rispetto ai voti con cui il 4 novembre il Consiglio ha dato il via libera all'inserimento nello statuto camerale dell'articolo 27 bis all'interno dello Statuto camerale (23 voti a favore, 7 contrari) secondo cui il presidente può essere sfiduciato con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri (la metà più uno). Il presidente Cremonesi adesso ha cinque giorni di tempo per convocare il Consiglio camerale, scaduto questo termine potrà farlo, al suo posto, il vicepresidente Lorenzo Tagliavanti.
Sfiducia più vicina
È stata presentata la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, che reca la firma dei consiglieri «ribelli», ovvero coloro che...