L’assedio continua. «Affollatissima» assemblea ieri pomeriggio nel palazzo occupato da 400 profughi, poco più di un mese fa, nella centralissima piazza Indipendenza, dove è andata in scena una nuova adunata per creare «nuovi e più incisivi conflitti». Ma stavolta a essere assediata è stata la Bossi Fini. Il messaggio sui siti di area antagonista. Gli stessi dove, sempre ieri pomeriggio, sono state però cancellate le foto che i manifestanti avevano pubblicato per pavoneggiarsi durante il sit-in a Campo de’ Fiori, mercoledì, subito degenerato in guerriglia. Quando si è sparsa la voce che che la Digos stava cercando i volti dei violenti immortalati dalle telecamere del centro, le foto autocelebrative delle gesta sono scomparse. L’adunata nel palazzo occupato il 12 ottobre, da 400 richiedenti asilo e rifugiati, insieme al coordinamento cittadino di lotta per la casa e ai movimenti per il diritto all’abitare, gli stessi che l’altro ieri abbiamo visto in azione tra barricate e tafferugli era stata annunciata alle 17.30. Ingresso in via Curtatone 3. L’allerta ha fatto il pieno, e non solo perché ci abitano 400 persone. Obiettivo: «nuovi» e «più incivisi conflitti» e smantellare il sistema dell’accoglienza «in emergenza», per loro «fallimentare». Anche nell’assistenza da «business». Tra i testimonial potrebbero esserci stato più di qualcuno di quegli 89 superstiti eritrei del tragico sbarco di Lampedusa il 3 ottobre, e più di uno l’altro ieri potrebbe aver dato manforte ai numeri in piazza. Tutti fuggiti, e senza preavviso, tra lunedì e martedì, vigilia dell’assedio, dal centro di accoglienza dei Salesiani in via Tiburtina gestito dalla coop sociale Eta Beta. Ci hanno lasciato di stucco, fregandosene dei 6 mesi di assistenza e 35 euro di diaria dello Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Ministero degli Interni con il contributo del Comune, della possibilità di ottenere l’asilo, e degli aiuti offerti persino dalla Comunità ebraica, che avrebbe dato una mano nella ricerca di un lavoro.
Adunata con i profughi per creare nuovi conflitti
Grazia Maria Colettig.coletti@iltempo.it L’assedio continua. «Affollatissima» assemblea ieri pomeriggio nel palazzo occupato da 400 profughi, poco più di un mese fa, nella centralissima piazza...