Abuso d'ufficio, corruzione, frode in pubbliche forniture. Questi i reati al vaglio di chi indaga sulla vicenda del maxi-concorso del Campidoglio per 22 procedure per 1.995 posti al Comune. L'incartamento (la relazione elaborata dall'avvocatura comunale accompagnata da una lettera del sindaco Ignazio Marino) arrivato all'attenzione degli uffici di piazzale Clodio dal Campidoglio, è stato affidato dal procuratore Giuseppe Pignatone al pool di magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. I sostituti che dovranno valutare la sussistenza di irregolarità nelle procedure sono Francesco Dall'Olio e Letizia Golfieri. Per il momento comunque il fascicolo resta un «K», ossia un «atti relativi» senza ipotesi di reato e senza indagati. C’è invece nome e cognome, Ignazio Maria Marino, nell’atto di esposto e denuncia alla Procura presentato ieri dal Pdl a nome del capogruppo Sveva Belviso per procurato allarme, abuso d'ufficio (nella fattispecie eccesso di potere) e per valutare il danno erariale. «Quando ci sono dubbi concorsuali - ha spiegato Belviso in una conferenza stampa - è doveroso rivolgersi alla magistratura. È doveroso chiedersi cosa è accaduto in Campidoglio nei giorni precedenti l'annuncio del sindaco. Chi e perchè ha sollevato dubbi su una procedura su cui nessuno aveva fino ad allora sollevato dubbi? Per quale ragione non sono stati consultati preventivamente presidenti di commissione e commissari e con quali poteri istruttori sono stati maneggiati materiali d'esame? In base a quali disposizioni sono state svolte inchieste interne con potere ispettivo? Chi ha autorizzato ad aprire la cassaforte nella quale per legge i documenti erano custoditi? Chi, per un bieco calcolo mediatico, ha deciso di distruggere le ambizioni e le speranze dei ragazzi e di provocare un danno erariale solo per distruggere l'amministrazione precedente?. Non vi è alcuna prova fondata sulle irregolarità del concorso. Esistono responsabilità penali civili e amministrative di Marino». Analogo esposto è stato presentato anche da FdI. E mentre la maggioranza con il capogruppo D’Ausilio e il coordinatore Panecaldo fa scudo, spunta una nuova proposta ventilata dal sindaco Marino che parla di uno studio col prefetto «per reimbustare i compiti in modo che poi vengano corretti nella certezza dell'anonimato». Dalla rottura delle uova alla frittata il passo è breve.
Il Pdl denuncia Marino. Lui pensa a «rimbustare»
Abuso d'ufficio, corruzione, frode in pubbliche forniture. Questi i reati al vaglio di chi indaga sulla vicenda del maxi-concorso del Campidoglio per 22 procedure per 1.995 posti al Comune. L'incarta...