Uno strano approccio quello sul lavoro della sinistra, da sempre poco incline ai concorsi pubblici e più favorevole alla stabilizzazione dei precari. Per cercare di comprendere il meccanismo occorre tornare a dieci anni fa. Con la delibera 390 del 2 luglio 2003 la giunta comunale, allora guidata da Walter Veltroni, assume a tempo determinato 68 operatori dei Centri di orientamento al Lavoro. Grazie a un ordine del giorno del maggio 2002 il Campidoglio decide di internalizzare il servizio e di creare dunque nuove figure professionali. Un accordo sindacale completa il quadro e prepara alla delibera del 2003 con la quale vengono assunti al Comune di Roma con contratto a tempo determinato 68 operatori, fino a quel momento completamente esterni alla pubblica amministrazione. Di questi, 36 vengono inquadrati con la qualifica di Funzionario per l’Orientamento. I loro nomi vengono trascritti direttamente sulla delibera 390. Sei mesi dopo vengono assunti altri quattro funzionari, sempre a tempo determinato e sempre senza procedura pubblica (delibera 290 del 2004). Come è possibile? Grazie a un Albo specifico istituito circa 20 giorni prima della delibera. Si tratta dell’«Albo degli Operatori di fiducia dell’osservatorio comunale sull’occupazione e le condizioni di lavoro a Roma». Nascono così due nuove figure professionali all’interno dell’amministrazione comunale: quella di Funzionario servizi orientamento al lavoro (D1) e Istruttore servizi orientamento al lavoro (C1). Nel gennaio 2006, anno elettorale, ci si pone il problema di come trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Come fare in assenza di un concorso? La soluzione è contenuta nella delibera numero 22 del 25 gennaio 2006. L’oggetto merita di essere riportato per intero: «Regolamento per l’accesso ai profili professionali di Istruttore di Servizi orientamento al lavoro e di Funzionario servizi orientamento al lavoro della famiglia amministrativa-economico-organizzativa. Deroga, in fase di prima attuazione, alla vigente disciplina concorsuale». Nel particolare si tratta di 50 funzionari e 35 istruttori. Una deroga alla disciplina concorsuale dunque. Come fare? Con una «doppia procedura di cui una pubblica e una riservata al personale di servizio alla data di scadenza del relativo bando», recita la delibera a pagina 2. E così è stato. Due procedure dunque, una pubblica con requisti dettagliati e specifiche prove d’esame, una riservata per entrambe le categorie. Ad esempio, i requisti di accesso per la procedura pubblica per Funzionario dei servizi orientamento al lavoro prevede la laurea tra nove indicate e un’esperienza di almeno 3 anni nel settore dell’orientamento al lavoro. Le prove d’esame sono per titoli, due prove scritte e un colloquio. La procedura riservata: diploma di laurea, senza specifare quale e un’esperienza di almeno un anno con contratto a tempo determinato presso i centri orientamento del Comuine di Roma, anche se non continuativo. L’esame consiste in prova scritta e colloquio. Per quanto riguarda invece gli istruttori, la procedura pubblica richiede il diploma di scuola media superiore quinquennale, un’esperienza di almeno tre anni nel settore e l’esame per titoli, prova scritta e colloquio. La procedura riservata: diploma di scuola media superiore - senza specificare la durata, esperienza di almeno 10 mesi, anche non continuativi, presso i centri per l’orientamento al lavoro del Comune. Esame: prova scritta e colloquio. La procedura riservata è legittima dunque, in quanto ne esiste una parallela pubblica, pur differendo nei requisiti e nelle prove richieste. Peccato che dal 2006 la prova scritta per la procedura pubblica si sia svolta nel marzo 2013. La data dell’orale non è pervenuta. Tutto questo è stato sottoscritto da accordi sindacali. L’assessore al Lavoro in quegli anni era Luigi Nieri. Oggi vice sindaco, in prima linea contro le buste "grigie" del concorsone.
A sinistra si assume solo con «procedura riservata»
Posto fisso in Comune grazie a figure professionali create ad hoc
