Roma Capitale

«La signora Mokbel aiutata dai familiari per vivere»

Riguardo all’articolo "La moglie di Mokbel non paga l’affitto nella casa confiscata", «sono d’accordo che è una storia paradossale. Sì, paradossale raccontare la storia di una giovane donna, cui è...

Riguardo all’articolo "La moglie di Mokbel non paga l’affitto nella casa confiscata", «sono d’accordo che è una storia paradossale. Sì, paradossale raccontare la storia di una giovane donna, cui è stato sequestrato tutto, anche l’abito da sposa e le medaglie al valor militare del nonno. Una giovane donna resa definitivamente invalida da una custodia cautelare che l’ha vessata, sottraendole tempestive terapie indispensabili per la sclerosi recidivante da cui è affetta. Paradossale ipotizzare che, in queste drammatiche condizioni, debba anche dolersi di non riuscire a pagare l’affitto preteso dal custode giudiziale. L’affitto di una abitazione che la signora pagava regolarmente fintanto che le è stata data l’opportunità di lavorare e non le fosse stato sottratto tutto. Tanto da essere aiutata oggi, per le cure e la quotidianità della vita, dai familiari. Ma l’appartamento - è scritto nell’articolo - era riconducibile invece alla "galassia imprenditoriale del marito", quel Gennaro Mokbel, al centro di una vicenda processuale mal raccontata. È stato annotato un preteso "risarcimento per le numerose parti civili ammesse al giudizio", che non trova il più pallido riscontro», hanno scritto gli avvocati Ambra Giovene e Annarita Franchi.

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