Roma Capitale

I movimenti per la casa preparano l’assedio ai centri commerciali

Grazia Maria Colettig.coletti@iltempo.it Salto della cassa al supermercato. Sciopero dei ticket sanitari e delle bollette. Ma anche guerra al lavoro di domenica. I movimenti per la casa cavalcano...

Salto della cassa al supermercato. Sciopero dei ticket sanitari e delle bollette. Ma anche guerra al lavoro di domenica. I movimenti per la casa cavalcano pure il giorno del Signore. Allargano la sollevazione contro il lavoro festivo nei centri commerciali, pescando tra i malumori in fasce sociali prima impensate. Di più. La sollevazione programmata per il mese prossimo metterà in scena «forme di illegalità diffusa e di massa», lo annuncia il Coordinamento di lotta per la casa sul "manifesto", pubblicato ieri mattina sul web, dopo la due giorni di assemblea, nel fine settimana scorso, all’università La Sapienza e presso l’occupazione abitativa di viale delle Province. La data c’è, l’8 dicembre. Il tamtam con gli sms sui cellulari è già partito, per una giornata simbolica, la festa dell’Immacolata Concezione, tradizionale apertura dello shopping natalizio, e il giorno in cui i romani fanno l’albero. Chi andrà a comprare palline e luci al centro commerciale stia in campana. Il Coordinamento cittadino di lotta per la casa andrà a dare manforte all’Usb «condividendo - scrivono - la giornata di mobilitazione contro il lavoro festivo nei centri commerciali promossa per l’8 dicembre su scala nazionale dal sindacalismo conflittuale». Ma tutto dicembre potrebbe trasformarsi in una trappola, per i turisti che vengono a Roma per fare regali, girano per mercatini, e per gli stessi romani che usano i mezzi pubblici o l’auto privata. È il mese «di lotta» scelto «contro il carovita» e «la precarità». E proprio in questo periodo saranno sperimentate «nuove forme di conflitto», con «pratiche di riappropriazione quotidiane», dai «ticket sanitari», «alle bollette». «Lotte e pratiche» spiegano, che devono permettere di «riconquistare reddito» e «liberare spazi e tempi di vita». Ma come? Torneranno a scavalcare la cassa come hanno provato a fare da Panorama il 15 ottobre? E ci inciteranno allo sciopero di ticket e bollette? Cosa che potrebbe procurargli non pochi consensi, se non altro virtuali. Loro ritengono «importante sviluppare forme di illegalità diffusa e di massa», come «rifiuto di una crisi» che «sotto il ricatto del debito - scrivono - vogliono far pagare con scellerate politiche di austerity che stanno determinando lo smantellamento sistematico e un livellamento verso il basso dei diritti sociali». Il messaggio può far presa. Non solo, come finora, tra immigrati, rifugiati e disperati che una casa ancora non ce l’hanno, come i romani (ma anche zingari!) nei 13 residence per l’assistenza alloggiativa provvisoria (che dura anche da 10 anni) che il sindaco Marino avrebbe voluto liberare per dargli un bonus di 700 euro al mese per pagare l’affitto (rispedito al mittente!). Ci sono sempre più romani impoveriti dalla perdita di lavoro, da una malattia o da una separazione. Più numeri. Più forti. Gongolano per la «potenza di movimento», facendo il bilancio di una settimana di mobilitazione «che ha portato al 190» (probabilmente il numero civico dell’occupazione in via delle Province dove domenica si sono tenute le assemblee). E pensano di poter contare sempre di più «sulla rabbia che si esprime nelle piazze», per loro è «parte integrante» e «motore» dei «processi di conflitto» e di «trasformazione che vengono portati avanti». Venerdì tocca agli studenti. Ma sembrano un po’ spenti. Anche se, in controtendenza, ieri mattina un mini "golpe", con l’occupazione della succursale a via Libetta dell’Istituto cine-Tv Roberto Rossellini, mentre gli studenti erano al Festival Internazionale del Film a lezione da Vanzina, Max Bruno, Giuseppe Piccioni o Rocco Papaleo. Il 16, giornata contro grandi opere e nocività. Il 20 novembre assedio al vertice Letta-Hollande. Fine mese diritto all’abitare e sfratti. "Fesso" chi aspetta il turno anni e viene scavalcato. Ieri, però, il gup Alessandro Arcuri ha accolto le richieste del pm Marcello Cascini, rinviando a giudizio la 23enne che aveva occupato con le amiche la casa a una vedova di 69 anni, in via Mammuccari 25 sulla Tiburtina, assegnatale nell’agosto 2011 dopo una lunga attesa.

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