Roma Capitale

Commissione d’indagine in Comune Marino furioso: saremo parte civile

Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Un fulmine sul Campidoglio targato Atac, quello dell’inchiesta - pure datata - sui biglietti falsi. Al quale però il sindaco Marino replica con fermezza: «Sono...

Un fulmine sul Campidoglio targato Atac, quello dell’inchiesta - pure datata - sui biglietti falsi. Al quale però il sindaco Marino replica con fermezza: «Sono fatti gravissimi ai quali guardiamo e guarderemo con estrema severità». Le novità della giornata sull’inchiesta è nell’annuncio che Roma Capitale si costituirà parte civile e che il primo cittadino si è confrontato con il procuratore capo Pignatone scoprendo «che ci sono ichieste in corso da tempo che contano 15 rinvi a giudizio e che alre inchieste sono tuttora coperte da segreto istruttorio», dice Marino che poi passa all’attacco più squisitamente politico. «Dimostreremo di essere diversi, che siamo un’altra cosa - sostiene il sindaco - e lo abbiamo già fatto dando discontinuità, sostituendo l’amministratore delegato Atac, seppure per motivi diversi, sollevando figure apicali e intrapreso un percorso di rinnovamento e virtuosismo come la decisione di ridurre i salari ai dirigenti e creare una struttura che preveda massimo quattro dirigenti con uno stipendio non superiore a 200 mila euro». Spetta poi allo stesso assessore alla Mobilità capitolina precisare che la presa di posizione dell’Atac «è arrivata con qualche ora di ritardo perché è nostro dovere dare informazioni con cognizione di causa. L’Ad Brogi mi ha confermato che non c’è nessuna incongruenza tra titoli prodotti e quelli contabilizzati. L’ultimo episodio - riferisce Improta - risale al 2011 e subito dopo si è creato un organo indipendente ad hoc in collaborazione con la Sapienza per il monitoraggio costante del sistema. Non sottovalutiamo gli allarmi rilanciati e c’è massima attenzione per scongiurare episodi simili di malaffare. Per quanto riguarda la vicenda specifica, ci sono stati quattro procedimenti: due contro ignoti (2009-2011) e risultano ancora aperti, gli altri due sono del 2012, di cui uno è stato archiviato, l’altro riguardava due dipendenti di Atac che sono stati poi licenziati». Se il sindaco e la giunta si fanno dunque parte dirigente in una vicenda che comunque riguarda il passato, anche la politica tira su la testa, schivando ogni possibile "affiancamento" alla truffa milionaria. La capigruppo guidata dal presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti ha infatti indetto un consiglio straordinario sull’Atac per martedì e accolto la proposta della consigliera Sel, Gemma Azuni di costituire una commissione d’indagine consiliare composta da tutti i capigruppo che «sulla base dei poteri di verifica e controllo attribuiti all’Assemblea Capitolina - spiega Coratti - possa intraprendere le necessarie e opportune analisi relative alla presunta emissione di titoli di viaggio falsi».

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