Roma Capitale

L’illegalità diventa «legge» se è di sinistra

Se il caso Papillo era già risultato del tutto fuori ogni logica giuridica, politica e civica, le due mozioni respinte al mittente in un altra zona calda della Capitale, il XIV Municipio (ex XIX)...

Se il caso Papillo era già risultato del tutto fuori ogni logica giuridica, politica e civica, le due mozioni respinte al mittente in un altra zona calda della Capitale, il XIV Municipio (ex XIX) non possono non suscitare ulteriore indignazione. I casali Papillo, all’Eur, di proprietà privata sono stati illegalmente occupati in estate, nonostante gli appelli a prefetto e questore, nulla si è mosso. Non solo, una mozione Pdl presentata in IX Municipio per lo sgombero delle strutture è stata respinta dalla maggioranza di centrosinistra. Stesso, triste - anzi drammatico - film in XIV, dove il consigliere di FdI, Fulvio Accorinti ha denunciato l’ennesima, gravissima, bocciatura da parte della maggioranza di centrosinistra di due mozioni che chiedevano lo sgombero degli stabili occupati rispettivamente dell’Enasarco in via Mattia Battistini e l’ex clinica Valle Fiorita in via Torrevecchia. Preoccupa dunque l’atteggiamento, a questo punto unanime, della guida politica dei parlamentini locali, ovvero del Campidoglio. La tolleranza verso le occupazioni di immobili, pubblici e peggio ancora privati, rischia infatti di creare un permissismo all’illegalità dai risvolti sconosciuti. Un’illegalità diffusa e tollerata, purché - e questo allarma ancora di più - sia squisitamente di sinistra. Fanno infatti riflettere le dichiarazioni del capogruppo Sel in Campidoglio Gianluca Peciola di giovedì, dopo gli scontri in piazza in cui esprimeva «vicinanza ai movimenti per il diritto all’abitare» e soprattutto quelle di ieri. «Condanniamo l’occupazione di uno stabile in via Buonarroti all’Esquilino da parte di una formazione politica di estrema destra - ha sostenuto in una nota Peciola - "la casa agli italiani" è lo striscione esposto dalle finestre dell’immobile. A quanto apprendiamo, all’interno dello stabile non ci sarebbero famiglie in emergenza abitativa, ma solo un gruppo di persone appartenenti a una nota formazione neofascista. Non è la prima volta che questa organizzazione utilizza il tema del disagio abitativo per guadagnare maggiore agibilità politica in città. A Roma l'emergenza casa sta conoscendo livelli sempre più preoccupanti, ma gli spazi abbandonati non possono essere concessi a formazioni che si richiamano apertamente al fascismo. Il Prefetto e il Questore intervengano con urgenza per evitare ulteriori concentramenti di estrema destra e occasioni di tensione in città». Chiaro insomma. Due pesi e due misure. Per gli stabili quotidianamente occupati dai movimenti dell’estrema sinistra non solo non si richiede l’intervento - doveroso - delle forze dell’ordine, soprattutto in presenza di proprietà privata, (tutelata tra l’altro dalla Costituzione) ma addirittura si respingono le mozioni che ne richiedono lo sgombero. Al danno la beffa di condannare e di chiedere l’intervento di prefetto e questore per una occupazione di un movimento di destra. Chi rappresenta i cittadini, tutti i cittadini, dovrebbe condannare senza se e senza ma ogni tipo di illegalità. Sarebbe infatti estremamente pericoloso creare illeciti di serie A e di serie B. I barba alla legge, e non solo quella giuridica.

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