Il primo campanello d’allarme è suonato circa un mese fa, quando il sindaco Marino ha sollevato il «caso Panzironi». L’ex numero uno dell’Ama, che si è dimesso dalla guida della Multiservizi. Un’eccezione nella nomina ben sollevata dal Campidoglio, all’indomani del rinnovo dei vertici Atac, e subito accolta dal presidente Ama, Piergiorgio Benvenuti (Fratelli d’Italia). Un filo sottilissimo quello steso all’interno del Cda, composto dal presidente e da quattro consiglieri, due del centrodestra, una del Pd e uno dell’Udc. Un filo che si è letteralmente spezzato quando, il fronte comune dei tre del centrodestra, Benvenuti, De Ritis e Berti sembra essere venuto meno. Sembra, perché le versioni su questo inaspettato capitolo Ama, sono opposte. C’è chi grida all’"inciucio" organizzato a regola d’arte da una parte del Pd, con la complicità dei due consiglieri di centrodestra, De Ritis e Berti, i primi a dimettersi. Una versione che tuttavia stona, non poco, con l’atteggiamento del membro Cda in quota Pd, Teresa Fasoli, che ha annunciato le dimissioni solo qualche ora dopo i due colleghi, causando di fatto, insieme a Commini, la decadenza del presidente Benvenuti. A condire il mistero, voci su almeno due incontri "riservati" tra il numero uno dell’Ama e l’assessore all’Ambiente, Estella Marino. L’altra versione, infatti, racconta una storia diversa. La risoluzione del «caso Panzironi» da parte del presidente Benvenuti avrebbe infatti cambiato gli equilibri interni al Cda, capovolgendo di fatto maggioranza e opposizione. Non potendo più incidere sull’azione del Cda, Berti e De Ritis avrebbero preferito l’ammutinamento, "scombinando" magari qualche piano sottobanco, vero o presunto. La luce, sulle troppe ombre del caso Ama, arriverà forse con la nomina dei nuovi vertici. E il Pd stavolta non starà a guardare.
L’Ama le dimissioni e l’inciucio
Il primo campanello d’allarme è suonato circa un mese fa, quando il sindaco Marino ha sollevato il «caso Panzironi». L’ex numero uno dell’Ama, che si è dimesso dalla guida della Multiservizi. Un’eccez...