Ancora un giorno in stato di agitazione, ancora braccia incrociate. Ma almeno sembra esserci uno spiraglio per i lavoratori dei cantieri Metro C, in parte con stipendi arretrati di tre mesi, in parte in cassa integrazione da maggio. Ieri i segretari regionali di Feneal Uil Anna Pallotta, di Filca Cisl Andrea Cuccello e di Fillea Cgil, Mario Guerci sono usciti con il sorriso sulle labbra dall’incontro con l’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta. Questo pomeriggio alle 18 l’ennesima riunione, stavolta allargata. Saranno presenti tutti gli attori della partita: Improta, i sindacati, Roma Metropolitane e Consorzio Metro C. Il Campidoglio metterà sul piatto 200 dei 230 milioni di euro da pagare al general contractor pattuite con l’atto attuativo dell’11 settembre: 150 milioni già disponibili da mutuo su delibera Cipe, 20 milioni della Regione Lazio e 30 milioni del Sal di giugno. Quanto basta al Consorzio per coprire i 180 milioni di esposizione con le banche e ottenere una nuova linea di credito. La condizione è che parte di questi soldi finiscano direttamente nei conti correnti dei lavoratori. «Ci auguriamo - ha detto Guerci - che l’incontro sia risolutivo. Altrimenti giovedì andremo tutti in Campidoglio».
Metro C, fumata nera tra Improta e sindacati
Ancora un giorno in stato di agitazione, ancora braccia incrociate. Ma almeno sembra esserci uno spiraglio per i lavoratori dei cantieri Metro C, in parte con stipendi arretrati di tre mesi, in parte...