Roma Capitale

Marino senza freni, assunzioni a volontà

La motivazione: il nuovo Statuto di Roma Capitale e il riassetto dei Municipi

Il «freno» all’assunzione di dirigenti esterni era stato tirato dalla giunta Alemanno nel 2010, precisamente con la delibera numero 161. Una modifica al regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi di Roma Capitale. Un adeguamento, a onor del vero, imposto dalla legge, cioè dal testo unico degli Enti locali, recepito con dieci anni di ritardo. L’articolo 35, comma 2, del regolamento del 2010 fissava l’assunzione dirigenti a contratto a tempo determinato al 12% del numero complessivo delle posizioni dirigenziali istituite nell’ambito della macrostruttura. Al comma 3 poi si prevedeva il conferimento a incarichi al di fuori della dotazione organica per un massimo del 2%. Tuttavia, secondo la giunta Marino, occorre tener conto delle nuove funzioni amministrative e del nuovo quadro istituzionale delineato dallo Statuto di Roma Capitale e del nuovo assetto terrioriale dei Municipi. Un’esigenza alla quale far fronte con una delibera, approvavata il 25 settembre dalla giunta nella quale, a dire il vero, risulta assente il primo cittadino. Il nuovo assetto organizzativo consentirà «di procedere anche ad una nuova pianificazione dei ruoli dirigenziali - si legge nella delibera del 25 settembre - da coprire eventualmente con contratto di lavoro a tempo determinato». Il comma 2 dell’articolo 35 dunque viene cambiato, fissando il limite degli incarichi a tempo determinato al 10% della dotazione organica. Sparisce però il riferimento alla macrostruttura. Un dettaglio non secondario. Al comma 3 invece si alza la percentuale degli incarichi "extra" dal 2 al 5%. Il rischio, cancellando dal testo il riferimento specifico alla macrostruttura, è che si possa procedere ad assunzioni di dirigenti a tempo determinato senza alcun freno. I criteri per il conferimento degli incarichi del resto sono sufficientemente ampi per consentirlo: i nuovi dirigenti assunti dovranno avere una qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione; aver svolto ruoli dirigenziali per almeno 5 anni, in aziende pubbliche o private, oppure di essere in possesso di laurea, o di aver svolto anche presso il Campidoglio, posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza. Questo significa poter concedere una bella "promozione" senza concorso interno. Resta poi ben salda al comma 6 dello stesso articolo 35 la facoltà di prevedere la corresponsione di un’indennità aggiuntiva ad personam commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenuto conto della temporaneità del rapporto. Vale a dire i super manager che arrivano a gestire un settore dell’amministrazione o nelle aziende partecipate, potranno percepire indennità anche a sei zeri. I criteri per il conferimento degli incarichi a dirigenti esterni non sono stati modificati di una virgola. Segno evidente che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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