Roma Capitale

Il falegname restituisce la chiesina «scippata»

Via le recinzioni, i cittadini di Petrelli hanno vinto la loro crociata: il falegname restituisce ai residenti la chiesina e il parco cittadino, di cui si era appropriato rivolgendosi al giudice per...

Via le recinzioni, i cittadini di Petrelli hanno vinto la loro crociata: il falegname restituisce ai residenti la chiesina e il parco cittadino, di cui si era appropriato rivolgendosi al giudice per usucapione. E stamattina, finalmente, alle 11 in punto, «torneremo a messa nella cappella Giovanni XXIII, rimasta chiusa dal primo di agosto, giorno in cui sono state messe le recinzioni» annunciano con gioia il presidente del comitato di quartiere, Giuseppe Lucarini, con Rosanna Morace e Maria Petrelli, la moglie del fondatore del quartiere, cui è intitolata la piazza, davanti al parco che il falegname aveva recintato, e al cui interno c’è la chiesina "madre" della zona. «Oggi - spiega Morace - la messa sarà celebrata da don Alfredo Fernandez, il parroco di Nostra Signora di Valm che è la nostra parrocchia. E domenica prossima ci sarà la grande festa e la messa con il nostro monsignor Giovanni D’Ercole, ormai vescovo de L’Aquila». È stata una battaglia cui i residenti di Petrelli, un’oasi di pace e verde tra Magliana e Portuense, si sono votati «anima e corpo», capitanati dall’avvocato Giorgio Bosio. Al loro fianco Augusto Santori, già consigliere del municipio XV, oggi XI, de La Destra. Non si sono risparmiati neanche ieri. Tutti al lavoro per ripulire il parco recintato e «devastato». In pista anche quelli che hanno costruito la cappellina: il fabbro, Fabrizo Simbolotti, che fece il campanile ed Elena Sestilli e le altre catechiste e perpetue; idealmente presente anche Luigi Gracco, che faceva il lattoniere e realizzò le gondaie. E poi l’allegria di Memmo, detto "Pedalino".G. M. Col.

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