Il rischio di infiltrazioni violente tra le fila dei cortei in programma il 18 e 19 ottobre a Roma esiste. Sull’epilogo delle manifestazioni organizzate da sindacati, No Tav, centri sociali e Movimenti per il diritto all’abitare, non si tratta quindi solo di timori, ma c’è qualcosa di più. Il prefetto della capitale, Giuseppe Pecoraro, ieri lo ha confermato a margine della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, dove si è proprio discusso delle giornate calde che Roma si appresta a vivere. «Il rischio di infiltrazioni durante la manifestazione del 19 ottobre esiste - ha detto Pecoraro - ma spero che siano casi isolati». Poi ha aggiunto: «I promotori si sono impegnati ad isolarli (i violenti, ndr) e questo è un buon segnale». Anche il presidente della Confcommercio Roma, Giuseppe Roscioli, ha definito la giornata del 19 «ad alto rischio». Ai negozianti, ha poi aggiunto, «non daremo indicazioni», ma certo «c’è molta preoccupazione» e «c’è chi chiuderà». Paura e preoccupazione per tutti, dunque, perché lo scenario che si prospetta dalla giornata di oggi in poi, non è dei più rosei. Black block, anarchici, centri sociali e ultras di stadio sono proprio quelle frange estremiste che possono infiltrasi nei cortei per fomentare e organizzare gli scontri con le forze dell’ordine, creando così il caos. Questi stessi gruppi hanno già colpito il 15 ottobre 2011, mischiandosi ai manifestanti e mettendo a soqquadro un intero quartiere della capitale. In quel caso le azioni di guerriglia hanno coinvolto non solo supermercati e banche, ma anche intere strade messe a ferro e fuoco. Il tutto poi si è consumato e concluso a piazza San Giovanni, dove si è scatenata una vera e propria guerriglia urbana. Le possibilità che l’incubo di quel giorno possa ripetersi sono altissime. I siti d’area antagonista, infatti, hanno da tempo avviato una campagna per pubblicizzare e fare proseliti proprio per il 19 ottobre. Il programma dell’area anarchica, che in rete inneggia «alla nostra guerra che non è finita» e l’invito all’assedio dei Ministeri, proposto invece dai Movimenti per il diritto all’abitare, non lasciano ben sperare. Ma per avere ancora più chiare le idee su cosa bolle in pentola, è online dal 5 ottobre, sempre su uno dei siti d’area, il «Nuovo manuale della guerriglia urbana anarchica», a cura della Cospirazione delle cellule di fuoco, tradotta dal greco e consultabile da tutti. Si tratta di una sorta di manuale di pronta consultazione dove, oltre a indicazioni dettagliate su come e cosa fare appunto durante una guerriglia urbana, viene fornita anche la motivazione ideologica che ispira le azioni. Gli ingredienti per creare una miscela esplosiva, dunque, ci sono tutti. Il 19 ottobre, quindi, potrebbe evocare gli spettri di un passato recente dove a farne le spese sono stati, come al solito, i cittadini. Ma prima di arrivare a quella data, però, Roma dovrà fare i conti con almeno una settimana di mobilitazioni da parte di aderenti ai cortei che, in anticipo, vogliono riscaldare il clima, forse per tastare il polso delle forze dell’ordine. I blitz che verranno messi in atto, alcuni già annunciati come nel caso dei Movimenti per il diritto all’abitare, vanno dalle occupazioni di edifici e parchi al volantinaggio e il blocco del traffico. Già oggi, infatti, gli studenti medi scenderanno ancora in piazza, dopo la manifestazione di venerdì scorso, per un altro corteo che partirà alle 9 da piazza della Repubblica e arriverà all’università Sapienza. Da domani e fino al 18, poi, i Movimenti per il diritto all’abitare metteranno in atto una serie di mobilitazioni che culmineranno con la manifestazione del 19, «una giornata da cui non si torna indietro».
Il prefetto sui cortei «C’è il rischio di infiltrazioni violente»
Gli organizzatori: isoleremo i picchiatori Ma i negozianti: saracinesche abbassate