Dal salto della corsa a quello con l'asta (dell'ombrello) per evitare la pioggia a bordo, il percorso a ostacoli dei pendolari Cotral soccombe sovente contro il tempo contingentato dagli orari d'ufficio e di scuola. I bus più vecchi sempre più spesso vanno in panne nelle fermate non richieste degli andirivieni quotidiani con la capitale. Un traguardo sospirato perché non vanno in tilt solo i mezzi, ma anche il traffico: "per fare 11 chilometri, quelli dal casello della barriera Roma est fino al capolinea Cotral di Ponte Mammolo, capita di metterci anche più di 2 ore", protesta l'associazione pendolari della Valle dell'Aniene. La quale avanza un suggerimento alla Prefettura: «per tutto il periodo dei lavori per la realizzazione delle complanari occorre chiudere l'accesso dal raccordo anulare verso la tangenziale est». Si decongestionerebbe così un tratto sempre più simile ad un imbuto. Nel quale confluiscono autobus sovraffollati da pendolari pigiati come sardine. Almeno quelli che riescono a salire a bordo tra «corse saltate in continuazione e moltissimi autobus che partono ma non arrivavano alla fine della corsa per i continui guasti», denuncia al prefetto Giuseppe Pecoraro il presidente dell'associazione, Antonio Onori. Nei giorni scorsi, ad esempio, «sono state soppresse nell'arco di 40 minuti 4 fondamentali corse», che poi fatalmente finiscono per generare resse sgomitanti nelle varie fermate tra i pendolari inferociti. Guerre di posti, ovviamente in piedi, con corse, si fa per dire, che finiscono anche per triplicare i tempi di percorrenza: dall'una prevista a ben 3 ore di odissea. Com’è accaduto la scorsa settimana: «chi è riuscito a salire sull'autobus delle 6 e 30- racconta Onori- ha vissuto l'incubo di un viaggio interminabile che si è consumato sul tratto urbano dell'A-24 dopo 3 ore. L'autobus, partito da Subiaco alle 6 e 30, è infatti arrivato al capolinea di Ponte Mammolo alle 9 e 30». Accompagnato, come se non bastasse, dall'immancabile nuvoletta fantozziana, con tanto di «pioggia all'interno del bus«. Capita, soprattutto sui pullman più antichi, perché il parco-macchine della Cotral è il più vecchio d'Italia: i bus hanno un'età media di 14 anni, ma con punte che superano anche i 23 e, negli ultimi 3 anni, tra incidenti ed incendi, sono andati perdute ben 170 vetture. «Da anni deve nascere un polo manutentivo con un nuovo deposito a Subiaco, ma non si riesce a trovare una soluzione- conclude Onori- così le vetture guaste vengono inviate presso officine esterne con aggravio di costi». E anche senza autisti: ne mancano circa 600. Nell'agosto scorso era stato annunciato l'ingaggio di 88 conducenti per «2 mesi, più eventuale proroga fino ad ulteriori 2 mesi», da far entrare in servizio alla vigilia della riapertura delle scuole. Ma quei contratti, protestano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, «sono tuttora in attesa di nullaosta da parte della Regione». 200 nuovi bus in arrivo entro metà 2014: 185 di 12 metri e 15 di 8 metri. 250 assunzioni di autisti entro il 2015: via alla selezione pubblica per la formazione di 9 graduatorie.
In viaggio sui bus con l’ombrello tra guasti e corse soppresse
La Cotral assicura che i nuovi pullman arriveranno solo nel 2014
