Da Ascoli Piceno, trentaquattro anni dopo. Classe 1931, due titoli italiani in velocità nel '52 e nel '53, otto presenze in maglia azzurra, la direzione tecnica della Scuola Nazionale di Atletica di Formia dal 1978 al 1986, la cattedra in tecnica e didattica dello sport alla Facoltà di scienze motorie dell'Università di Tor Vergata dal 1998 al 2003. Ha memoria lucida, Carlo Vittori, di quel settembre. «Era iniziata male, la stagione 1979. Mennea, non era una novità, volle strafare dalle prime battute agonistiche dell'anno. Fu così che ai primi di giugno - gli azzurri erano impegnati a Torino contro la nazionale polacca - unico incidente fisico in venti anni d'attività, l'atleta soffrì di una contrattura. La superò in pochi giorni, ma conservai a lungo l'impressione che quel Mennea non fosse lo stesso che nella stagione precedente aveva trionfato su 100 e 200 nei gelidi pomeriggi degli Europei di Praga. L'anticipo, voluto, con cui ci recammo a Città del Messico, fu provvidenziale per verificare gli esiti dell'allenamento in altura. Pietro era poco aperto all'esibizionismo del sentimenti. Fu così che rimasi stupito quando, nel pomeriggio della finale, all'ingresso in pista, mi strinse la mano, "tranquillo prof, oggi è la volta buona". Compresi come, libero da responsabilità, per nulla impensierito dagli avversari, l'atleta s'era tolto di dosso quel fardello psicologico e quegli spettri che in più d'una occasione lo avevano bloccato all'immediata vigilia di un impegno importante. Secondo abitudine decennale, assistetti alla gara del record isolato, sulla tribuna, al termine della dirittura d'arrivo, con la minaccia di pioggia. Fu da quella posizione che vidi compiere da Mennea la più bella curva della sua vita. Il posto dove ero collocato non era ideale per prendere i tempi. Il mio cronometro aveva segnato 19.68. La lettura del tabellone mi confermò l'abbattimento del record mondiale. Fumai la quarantesima sigaretta della giornata. Correndo in campo verso l'atleta, maledii di non averne a disposizione un terzo pacchetto».
«Tranquillo prof, oggi è la volta buona»
Da Ascoli Piceno, trentaquattro anni dopo. Classe 1931, due titoli italiani in velocità nel '52 e nel '53, otto presenze in maglia azzurra, la direzione tecnica della Scuola Nazionale di Atletica di...
