La morte dello scrittore Alberto Bevilacqua è stata conseguente a una insufficienza multiorgano provocata da uno scompenso cardiaco. È quanto emerge, secondo l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi che assiste Anna Bevilacqua, sorella dello scrittore, dagli accertamenti medico-legati fatti questa mattina all'istituto di medicina legale de La Sapienza dall'equipe dei medici nominati dal pubblico ministero Elena Neri. Secondo l'avvocato Caroleo Grimaldi da questi primi accertamenti fatti dai professori Dino Tancredi, Claudio Maria Mastroianni e Paolo Pietropaoli, «non sarebbero emersi aspetti che possano far pensare ad un qualsivoglia deficit a livello di assistenza e di terapia». Sarebbero state quindi adeguate le cure prestate a Bevilacqua durante la sua lunga degenza nella clinica villa Mafalda. Sempre secondo Caroleo Grimaldi dalle lunghe degenze si determina un deficit del sistema immunitario che produce complicazioni (piaghe da decubito è infezioni) che con l'andare del tempo possono provocare la morte del paziente.
"Nessun deficit di assistenza a Bevilacqua"
Il legale della sorella dello scrittore scomparso: morte per insufficienza multiorgano provocata da uno scompenso cardiaco.
