Roma Capitale

Falcognana I «no discarica» contro Sottile e Zingaretti

Mentre l’Ama si appresta a "invitare" gli operatori del nord Italia a contribuire alla soluzione dell’emergenza romana, trasportando i rifiuti fuori regione, il capogruppo alla Camera del Pdl Renato...

Mentre l’Ama si appresta a "invitare" gli operatori del nord Italia a contribuire alla soluzione dell’emergenza romana, trasportando i rifiuti fuori regione, il capogruppo alla Camera del Pdl Renato Brunetta accende i riflettori sulla discarica di Malagrotta e sulla tipologia di rifiuti che vi viene sversata. Partendo dal trasferimento fuori regione, la gara su invito è rivolta a dieci aziende del nord Italia, che potranno rispondere entro quindici giorni con un’offerta al ribasso per smaltire le tonnellate di immondizia che, dal 30 settembre, non potranno più finire a Malagrotta, circa 750 tonnellate giornaliere. Il costo complessivo dell’operazione è di circa 11 milioni di euro. Procedura, questa, evidentemente legata a doppio filo con la chiusura della discarica di Malagrotta, su cui anche l’onorevole Brunetta ora vuole vederci chiaro. Il dubbio, infatti, è che ancora vi vengano conferiti rifiuti indifferenziati, punto questo su cui già indaga la procura e, recentemente, è stata informata anche la Commissione europea. Brunetta, attraverso quest’ultima interrogazione, chiede dunque al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando «risposte celeri e dettagliate su alcuni aspetti del processo di smaltimento dei rifiuti a Roma» e, in particolare, se «ad oggi abbia elementi per garantire, con assoluta certezza, che a partire dal mese di aprile 2013 in nessuna discarica di Roma sono smaltiti rifiuti indifferenziati». Il presidio «No Discarica Divino Amore», in lotta contro l’allestimento della nuova discarica di Roma alla Falcognana, intanto, attacca Zingaretti: «Il governatore del Lazio dopo un lungo silenzio ci lascia interdetti, dimostrando la sua assoluta miopia nei confronti di una vicenda che si sta rivelando sempre più complessa: affidare ancora una volta al commissario Goffredo Sottile l’emergenza rifiuti significa continuare a supportare una relazione inadeguata, incompleta e superficiale, visto che non ha tenuto conto delle caratteristiche geologiche, idrogeologiche e sismiche del territorio, ignorandone i vincoli paesaggistici preesistenti».

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