Roma Capitale

Ora è gara a chi pedonalizza di più

Marino contagia i minisindaci: tutti a piedi da Montesacro a Tor Bella Monaca

«Voglio restituire ai romani le loro piazze, in tutti i quartieri della città». Testo e musica di Ignazio Marino, il sindaco ciclista che ha dichiarato guerra alle quattro ruote e che ieri dal suo profilo Facebook è tornato a ribadire il suo sogno-progetto di estendere le pedonalizzazioni oltre le mura del centro storico. Borgate popolari o quartieri periferici: tutti dovranno avere la loro «agorà», il «corso» o la «piazzetta» dove fare lo «struscio», mangiare il gelato, bersi una birra o spendere «‘sti quattro soldi de felicità», come nella migliore Roma giovanniniana. Così, i fedelissimi presidenti di municipio si sono già messi al lavoro per immaginare quali strade chiudere al traffico, «in accordo con residenti e commercianti, sia chiaro», si affrettano a precisare. Valerio Barletta, nel Municipio XIV, ad esempio avrebbe già messo i suoi a lavorare per pedonalizzare via Millesimo, nel quartiere Torrevecchia, fino a Largo Millesimo, che insieme al recupero di Santa Maria della Pietà dovrebbero rappresentare i due principali luoghi aggregativi della zona. Entusiasta Andrea Catarci, presidente dell’VIII, che ha già rispolverato il centro commerciale naturale della Montagnola, dove via Mario Muscolo diventerebbe la direttrice «only-pedestrian» della zona, anche se in cuor suo il minisindaco sogna l’isola pedonale fra la piazza del Teatro Palladium e via Passino: «Io Garbatella la chiuderei tutta - confida - ma purtroppo non si può». Restando alle borgate storiche, fra 10-15 giorni Cristina Maltese in XII dovrebbe presentare una bozza per Monteverde Vecchio: difficile ipotizzare ora quali vie verranno chiuse, ma la zona si presta a diversi esperimenti, per la sua posizione «collinare» e le stradine strette e fitte. Tutto il contrario di Centocelle, dove Giammarco Palmieri sta pensando di restituire al quartiere i fasti degli anni ’90 ipotizzando interventi nei pressi di piazza dei Mirti. Sempre Palmieri, da tempo sta sperimentando la domenica la chiusura di parte di via di Tor Pignattara, deviando il traffico su via Filarete, anche se l’area è già congestionata così com’è. Anche Paolo Marchionne, in III, si è già messo al lavoro: in cantiere la chiusura di piazza Sempione e il progetto più complesso su via Montecassino, via Monte Bianco e via Monte Senatorio, nei dintorni di piazzale Jonio. Parlando di progetti ambiziosi, l’oscar va a Marco Scipioni (VI): lui le pedonalizzazioni vorrebbe farle a Torre Spaccata, in via Rugantino (nei pressi della biblioteca), a Tor Vergata, in via Duprè, e addirittura a Tor Bella Monaca, a via Santa Rita da Cascia, vicino alle Torri: «Il degrado si combatte restituendo la città ai cittadini». Discorso a parte la questione Appia Antica, sulla quale stanno lavorando insieme i presidenti Catarci e Fantino (VII): chiudere tutta la storica consolare in teoria sarebbe «un atto dovuto», ma il rischio è quello di troncare qualsiasi collegamento fra l’Appia Nuova e l’Ardeatina, congestionando definitivamente uno degli spicchi più trafficati dell’anello capitolino.

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