Era gentile, educato, rispettoso. Ma la fin troppo facile equazione, figlia di pregiudizi e ignoranza, «allora sei frocio», non sarebbe stata fatta a scuola. Lo hanno raccontato cinque amiche del cuore del 14enne sucida a Torraccia, periferia est, le prime - gli altri sono in vacanza fuori città - convocate ieri dal commissariato San Basilio, su delega della Procura che indaga per istigazione al suicidio. Per accertare se vi siano state umiliazioni che potrebbero aver spinto il ragazzino a buttarsi dal terrazzo condominiale, su via Sandulli, la notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana. Talmente deciso a morire da ferirsi con una lama polsi e inguine. Ma almeno al liceo scientifico Nomentano, dove Roberto aveva frequentato il primo anno con profitto, nessuno lo avrebbe deriso. «Né perché era studioso e perbene», né perché «trascorreva il suo tempo libero» soprattutto con un gruppo di 10 coetanee, di cui era diventato il confidente, e che l’adoravano. La sua foto, insieme ad alcune di loro, mentre sorridono sulla rete elastica di un parco giochi, fa da sfondo al suo computer. Almeno per il momento, dai racconti delle cinque ragazzine, che fanno parte del gruppo del cuore di Roberto - quei dodici, 10 femmine e due maschi, che il papà di Roberto, ingegnere 54enne e sindacalista ai Monopoli di Stato, avrebbe dovuto avvisare della sua morte, come aveva scritto nella lettera d’addio - non sarebbero emersi elementi per poter credere che Roberto sia stato un bersaglio. Se mai vi sono sono bulli «devono essere cercati fuori». Questa la sintesi dei colloqui con la polizia, chissà magari alla «fermata del bus». Girano le voci. E qualcuno associa questa ipotesi: «era per sfuggire le derisioni», al fatto che Roberto, benché alle superiori, andasse ancora a scuola accompagnato dai genitori. Ma questo è uno dei "privilegi" dei figli unici, che hanno la possibilità, possono concentrare le loro attenzioni. Nella lettera, secondo quanto confermano fonti inquirenti, non ci sarebbe alcun accenno a casi di bullismo o vessazioni subite. Anche se qualcuno dice che Roberto vi affermerebbe che ora «a soffrire saranno quelli che lo hanno preso in giro». Anche gli stessi genitori, già ascoltati dai pm, hanno raccontato che non c’erano stati segnali di disagio evidenti da parte del ragazzo. Anche a loro Roberto sembrava tranquillo, come può esserlo un adolescente che vive un’età carica di fragilità e dubbi. Forse anche quelli sull’identità di genere - chissà mai se procurati da allusioni - che avrebbe accennato con domande velate al padre. «Ma non abbiamo capito quanto soffrisse» si rimproverano distrutti dal dolore i genitori. Sereno Roberto è apparso anche l’ultima sera, il 7 agosto, era trascorsa in casa in modo del tutto tranquillo. «Abbiamo visto la televisione insieme - ha raccontato il padre, ingegnere 54enne e sindacalista ai Monopoli di Stato, ascoltato il giorno prima - poi mia moglie aveva sonno ed è andata a dormire presto. Io e mio figlio siamo rimasti davanti alla tv fino all’1.30 e poi ci siamo dati la buonanotte». Un’ora e mezzo dopo, alle tre, il ragazzino è stato trovato riverso su via Sandulli, da un giovane che rincasava. Potrebbe essere sepolto a Terni. E nella terra umbra, la sua terra, il padre di Roberto è tornato con la moglie dal giorno della tragedia.
«Niente bulli a scuola» Le prime 5 amiche ascoltate dalla polizia
In ferie gli altri 7 del gruppo del cuore L’ultima notte col papà davanti alla tv
