Che fine hanno fatto i soldi di Carta Roma? Se lo stanno chiedendo da qualche settimana 33mila beneficiari che a luglio scorso avrebbero dovuto incassare la seconda rata di 60 euro (quasi 2 milioni di euro), sulla tessera ricaricabile di Poste italiane, prevista dal servizio istituito dall’amministrazione dell’ex sindaco Alemanno per aiutare famiglie in difficoltà, disoccupati, persone con fragilità (anziani, mamme sole con figli ecc.). I primi 60 euro, prima rata di 360 euro da accreditare in sei trance bimestrali, sono arrivati a maggio. Il mese scorso niente. «I miei primi 60 euro di Carta Roma sono arrivati il 13 maggio - conferma un ex custode di scuola di 61 anni, Liberato Gogliormella, che abita a La Rustica - la seconda rata di luglio non è arrivata». Quei soldi rappresentano una boccata d’ossigeno per chi non naviga nell’oro. «Io ci ho pagato la bolletta del telefono - spiega l’ex custode - e aspettavo gli altri 60 per pagarci il gas. Ma non è stato possibile». Per avere spiegazioni Gogliormella si è attaccato al telefono. Ma al numero verde di Carta Roma (800894394) non le ha avute. «Ho telefonato tante volte - dice - all’inizio mi hanno risposto dicendo che c’era stato un disguido e che i soldi sarebbero arrivati. Nelle successive telefonate solo un disco che informava che non avrebbe risposto nessuno. Dal primo agosto poi il telefono squilla a vuoto». Ma i soldi ci sono. La vecchia amministrazione del sindaco Alemanno ha lasciato la copertura finanziaria di 12 milioni di euro per l’iniziativa. «L’impegno è stato assunto a ottobre 2012» conferma l’ex vicesindaco Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali della vecchia giunta, oggi è capogruppo Pdl in consiglio comunale, che ricorda anche che «la graduatoria definitiva è stata fatta a febbraio scorso, e la prima rata di 60 euro su Carta Roma è stata accreditata a maggio». Lo stesso mese in cui sono arrivate le 33mila lettere inviate ai beneficiari di Carta Roma firmate da Belviso. Per questo all’ex vicesindaco sono arrivate molte chiamate di cittadini preoccupati, un esercito di volti, per altrettante storie della crisi. «Mi sono interessata - spiega il capogruppo Pdl - intorno al 20 luglio c’è stata la determinazione dirigenziale di liquidazione della seconda trance». I soldi ci sono. «Ma - dice - sono fermi in Ragioneria». Un ritardo che suona come «un peccato mortale perché la fragilità non può aspettare, anzi deve essere una priorità - dice Belviso che stigmatizza l’accaduto - soprattutto considerando la celerità con cui sono stati impiegati due milioni e 200mila euro per pedonalizzare un piccolo tratto dei Fori Imperiali, con tutta la bagarre di malumori che ne è seguita». Cosa è successo? Dal Dipartimento delle Politiche sociali si spiega che «il Tesoriore non se la sarebbe sentita di far partire con un clic tanti soldi, in assenza di verifiche in presenza di dati discordanti per qualche centinaia di persone (iban, indirizzo, ecc.)». Lunedì la prova del nove, quando gli uffici si riuniranno per fare il punto. L’intenzione: «sbloccare i fondi entro Ferragosto».
«Carta Roma» al palo dopo i primi 60 euro
Quasi 2 milioni fermi in Ragioneria. Il Dipartimento: intoppi sui dati, lunedì le verifiche
