La prima buca sulla strada della pedonalizzazione dei Fori imperiali è quella degli open bus. Tra i tanti tavoli che il sindaco Ignazio Marino dovrà aprire per comporre il mosaico, infatti, sarà quello relativo ai pullman panoramici. Sempre che non salti ancora prima di aprirsi. Il contratto con gli operatori scade tra il 24 e il 25 luglio, soltanto cinque giorni prima dell’ora x. Il 30 luglio partirà la fase di sperimentazione della chiusura al traffico privato del tratto tra largo Corrado Ricci e il Colosseo, su cui potranno transitare solo autobus, taxi e auto a noleggio con conducente. Banditi pullman turistici e open bus che saranno sfrattati anche dall’abituale punto di sosta di Colle Oppio, interessato a partire dal 30 luglio dal previsto aumento del traffico dovuto all’estensione della Ztl. In virtù delle nuove regole imposte dalla pedonalizzazione dei Fori, oltre al divieto di transito tra largo Ricci e il Colosseo, i pullman non potranno raggiungere piazza del Colosseo da via di San Gregorio e circolare in via Merulana da San Giovanni. Il Campidoglio, però, ancora non ha deciso se equiparare gli operatori degli open bus ai pullman turistici. Il sindaco pertanto si appresta a sedersi a un tavolo in compagnia soltanto degli primi in virtù del contratto che scade il 25 luglio. Le ipotesi al vaglio dell’assessore ai Trasporti e mobilità, Guido Improta, sono diverse e nessuna al momento sembra prevalere. Tra le idee c’è quella di proporre agli operatori il rinnovo del contratto in essere con un «adeguamento» alle nuove regole. Se prevalesse questa linea, la durata del rapporto dovrebbe coincidere con la fine del periodo di sperimentazione, ovvero a gennaio 2014, con la consegna della pista ciclabile e il raddoppio del marciapiede tra largo Ricci e il Colosseo. Difficile pensare, però, che gli operatori siano disposti a firmare un contratto «in bianco» e ad accettare i nuovi divieti di transito e di sosta senza chiedere niente in cambio, anche alla luce del recente bando che ridurrà il numero, le dimensioni e le emissioni inquinanti dei bus panoramici. Qualora si trovasse un accordo soddisfacente, però, si sarebbe risolto solo metà del problema. Il tavolo con gli operatori dei bus turistici auspicato da sindaco e assessore competente durante la presentazione del progetto di pedonalizzazione non è ancora in calendario e difficilmente lo sarà a breve. Altro capitolo tutto da scrivere è quello relativo a costi dell’opera. Finora i tecnici del Comune hanno quantificato soltanto quelli relativi alla realizzazione dei nuovi incroci, alla segnaletica, al sistema di semafori e alla creazione e spostamento dei varchi. Costo del pacchetto circa 2 milioni di euro. Come sottolineato nella scheda tecnica del progetto, «non esiste invece alcuna stima di spesa su un ben più impegnativo progetto di riqualificazione dei Fori». Il Campidoglio, però, va avanti a tappe serrate. «Un assessore ai Trasporti non mette mai in discussione le decisioni - mette in chiaro Improta - perché almeno questa amministrazione le valuta e le esamina prima. Il problema sarà soltanto quello di introdurre dei correttivi». Intanto, comincia la via crucis dei residenti dei rioni limistrofi. Da oggi in via Labicana è vietata la sosta per l’inizio dei lavori. Da lunedì il divieto coinvolge viale Manzoni tra via Emanuele Filiberto e via Merulana.
Open bus. Prima buca sui Fori
Il contratto scade il 24 luglio. Marino costretto a trattare prima del via
