Roma Capitale

Marino tenta il controricorso

Azione legale pro Monti dell’Ortaccio: dietrofront del Campidoglio

I viaggi dei rifiuti di Roma verso Albano, Colfelice e Viterbo - che in realtà non si sono mai interrotti - possono continuare. Lo ha stabilito ieri il Consiglio di Stato che, accogliendo le istanze del ministero dell’Ambiente, ha congelato la situazione fino al prossimo 30 luglio, data in cui è stata fissata la camera di consiglio. Intanto, il Comune di Roma valuta come rimediare al pasticcio su Monti dell’Ortaccio dopo che l’avvocatura capitolina, già durante il mandato del sindaco Ignazio Marino, ha fatto opposizione al ricorso al Presidente della Repubblica presentato da alcuni cittadini, ponendosi nei fatti dalla parte di Manlio Cerroni, proprietario del sito. Ieri in Campidoglio si è affrontato il problema, valutando se ci siano i margini per un dietrofront in termini di giustizia amministrativa, dopo quello già avvenuto a mezzo stampa da parte dell’assessore all’Ambiente, Estella Marino. «Per nessun motivo questa amministrazione intende utilizzare il sito di Monti dell’Ortaccio per una nuova discarica - ha dichiarato - se qualche atto del Comune non è in linea con questa decisione verrà rettificato». In pratica, però, alla luce delle due opposizioni al procedimento, quella - attesa - di Cerroni e l’altra - totalmente inaspettata - del Comune di Roma, a meno che i residenti non decidano di costituirsi davanti al Tar il ricorso al Presidente della Repubblica decadrà. Sul primo punto, il trasferimento dei rifiuti romani negli altri impianti della regione Lazio, ieri il Consiglio di Stato ha emesso un decreto cautelare con cui è stata accolta la richiesta di sospensiva, proposta dal Ministero all’Ambiente e dal commissario straordinario Goffredo Sottile, dell’ultima sentenza del Tar che aveva stoppato i viaggi dell’Ama. I giudici, ricordiamo, venerdì si erano espressi sui ricorsi formulati da comune di Albano, provincia di Frosinone e Saf (che gestisce l’impianto di Colfelice) dichiarando «illegittimi» i trasferimenti, e contestando i provvedimenti dell’ex ministro Corrado Clini in particolare nella parte in cui si attribuivano a Sottile le facoltà di scegliere i siti verso cui indirizzare l’immondizia romana, cioè Viterbo, Albano e Colfelice (in provincia di Frosinone). Dopo questa sentenza, in realtà, l’iter non si è mai fermato, in questi giorni Ama ha continuato a destinare il «tal quale» nei tre impianti di trattamento, circa 450 tonnellate giornaliere, per poi riportare i carichi a Malagrotta. Oggi comunque queste operazioni vengono «blindate» dal Consiglio di Stato, almeno fino al 30 luglio, quando si deciderà nel merito. C’è poi il nodo Monti dell’Ortaccio. L’opposizione al ricorso che alcuni cittadini hanno presentato, circa due mesi fa, al Presidente della Repubblica contro la realizzazione della discarica ha creato non pochi imbarazzi in Campidoglio. «Consiglio al neo-assessore all'Ambiente Estella Marino di smetterla di prendere in giro i cittadini - ha incalzato il consigliere regionale Fabrizio Santori (La Destra) - perché ormai non solo l’opposizione è stata depositata, e quindi non può più essere rettificata, ma ha sortito immediatamente effetti di legge bloccando definitivamente il ricorso straordinario». Per «rettificare», come aveva spiegato la Marino, è infatti tardi, ma la linea resta quella: «Non ci sarà nessuna discarica a Monti dell’Ortaccio».

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