FIUMICINO Trasparenza, legalità e lotta al degrado. Parte da qui la «rivoluzione» del neosindaco Esterino Montino per trasformare Fiumicino. Ieri alle 17 un lungo applauso e un brindisi ne ha accompagnato la proclamazione qu aperto presso la scuola elementare Lido Faro. Oggi alle 9.30, in municipio, il passaggio delle consegne con il sindaco uscente Mario Canapini. «Partono ora i primi cento giorni di governo - afferma Montino - Il primo atto sarà l'ordinanza contro il degrado e poi l'adesione formale alla consulta dei Comuni antimafia. Bisogna tenere alta l'attenzione e il livello di guardia sul tema della legalità: nei prossimi giorni, a tal proposito, incontrerò il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro». L’escalation della microcriminalità e le richieste di più controlli da parte dei residenti tra le emergenze. «Come terzo punto - prosegue l’esponente del partito democratico - partirà subito una riorganizzazione degli uffici per semplificare la macchina amministrativa dando un'immagine di un Comune che cambia, nella trasparenza, come una casa di vetro». E, per cancellare le antiche rivalità che esistono tra le quattordici frazioni che compongono Fiumicino, Montino annuncia sedute itineranti per il consigli comunale. Ogni volta si terrà in un quartiere diverso a seconda ovviamente degli argomenti da discutere, un escamotage per (ri)avvicinare i cittadini alla politica in un municipio vasto più di Milano: 22.200 ettari contro i 15.000 del capoluogo lombardo. Ma chi siederà nel nuovo consiglio comunale? Con il numero dei seggi ridotto da trenta a ventiquattro dalla Riforma degli enti locali, un terzo dei posti sarà ricoperto da donne. Elemento destinato a cambiare (e non di poco) la visione e la gestione della città, soprattutto se accompagnato ad un altro «asso» annunciato dall’ex vicepresidente della Regione Lazio: giunta composta per metà da donne. Per il partito democratico sono state riconfermate l’ex capogruppo Michela Califano e Alessandra Vona. New entry Erica Antonelli. Condivideranno i banchi del Pd con Paolo Calicchio, Silvano Zorzi, Emilio Patriarca e Giuseppe Natalino Pavinato. Sinistra Ecologia e Libertà vedrà nell’assemblea Anna Maria Anselmi, l’avvocato che alle Primarie del centrosinistra ha sfidato Montino, e Antonio Bonanni. L’Udc porterà in consiglio comunale Laura Fabiano e il segretario locale del partito Angelo Caroccia. La lista civica «Montino Sindaco» sarà rappresentatata da Maurizio Ferreri, Massimiliano Chiodi e Franco Gaudiello e «Cambiare Davvero» da Giampaolo Nardozi. All’opposizione andranno nove seggi. Uno per ciascuno ai candidati sindaco sconfitti Mauro Gonnelli (Pdl) e Fabiola Velli (Movimento Cinque Stelle). Per il Popolo della libertà sideranno nell’assise due donne (l’ex assessore alla Scuola e alla Cultura Giovanna Onorati e la new entry Federica Poggio) e due uomini (i riconfermati William De Vecchis e Claudio Paolini). La lista civica Mario Russo riporterà tra i banchi di via Portuense Roberto Merlini e «Destinazione Futuro» Raffaello Biselli (ex vicepresidente del consiglio comunale) e Giuseppe Picciano. La festa ufficiale della vittoria del centrosinistra si svolgerà domani a Villa Guglielmi, il parco pubblico di Fiumicino su cui ora si concentrano le polemiche in casa Pdl dopo la sconfitta. Il 6 giugno scorso, a tre giorni dal ballottaggio, il Comune aveva annunciato la conclusione della «procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento in concessione per 15 anni a privati per la gestione, manutenzione, custodia e sorveglianza del parco di Villa Guglielmi». In cambio della «possibilità di realizzare un punto ristoro di 80 metri quadrati». Un atto ovviamente cavalcato dal centrosinistra. E ora Gonnelli rivela che «la fantomatica assegnazione di Villa Guglielmi non esiste. C’è stato un verbale che per quell’affidamento ha registrato una sola azienda concorrente, ma che deve ancora passare le verifiche antimafia, va verificato il capitolato, controllata la solidità». La notizia, diramata dall’ufficio stampa, secondo l’esponente del Pdl « è stata fatta girare ad arte, e mi dispiace che in così tanti abbiano abboccato». «È chiaro che c’è stato almeno un regista dietro le quinte e che l’obiettivo era quello di impedire il cambiamento», accusa Gonnelli, ora a caccia del «traditore».
Trasparenza e legalità La ricetta di Montino
Oggi il passaggio di consegne con Canapini Otto donne nel nuovo Consiglio comunale
