Roma Capitale

Il Cto diventa polo all’avanguardia

Traumatologia, protesi e riabilitazione. La filiale romana di Budrio

La Regione salva il Cto. L’ospedale di via di San Nemesio diventerà il polo orto-traumatologico più all'avanguardia della Capitale, centro di eccellenza in grado di rispondere alle necessità terapeutiche dei cittadini del Lazio e anche di quelli non residenti. La notizia, per la verità, era nell’aria già da diversi giorni. E ieri è arrivata l’attesa ufficializzazione, con la firma del protocollo d’intesa siglato dal Governatore Zingaretti e dal presidente dell'Inail, Massimo De Felice, accolta da un fragoroso applauso da parte della delegazione del personale medico, paramedico e sindacale presente in via Cristoforo Colombo. L’accordo consentirà di potenziare l'attività dell’ospedale "Andrea Alesini" di Garbatella, una delle strutture di qualità che nei mesi scorsi era finita nel mirino del piano di riordino della rete ospedaliera targato Bondi, di cui Il Tempo si è occupato raccontando le denunce di «sottoutilizzazione» nel periodo di occupazione simbolica iniziato il 6 dicembre scorso e durato sei mesi. La convenzione ventennale punterà ad individuare sia i servizi e le prestazioni garantiti dal Cto sia le tipologie assistenziali e il numero dei trattamenti garantiti dal Centro protesico e riabilitativo Inail. La filiale romana del centro protesi Inail di Vigorso di Budrio si trasferirà presso l’ospedale, dove verrà realizzata una struttura per l'assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera funzionante anche in regime residenziale. «Rilanciamo l'ospedale come una delle eccellenze, lo togliamo dall'incertezza e dimostriamo che riconvertire le strutture è possibile. In questi anni si è tagliata la qualità dell'offerta, mentre il rilancio è compatibile con le esigenze del piano», ha detto il Presidente Zingaretti. «Costruiremo nel cuore di Roma un nuovo polo per le protesi e la riabilitazione. Abbiamo scelto di seguire la logica della cooperazione, aumentando i livelli del servizio ed eliminando gli sprechi». Il presidente dell'Inail, Massimo De Felice, ha sottolineato l’importanza «di mantenere e valorizzare le attività mediche dell’ospedale, perché solo così può funzionare l’integrazione». Concorde il direttore dell'Asl RmC, Antonio Paone: «si avvia un percorso di risanamento, andando incontro al personale. I posti di lavoro sono al sicuro». Occhi lucidi e tanta soddisfazione nei corridoi fra primari, infermieri e dipendenti del centro ortopedico che in questi mesi hanno continuato a lavorare senza sosta con estrema professionalità. «Finalmente si mette in moto un meccanismo di rilancio che valorizzerà le risorse dell’ospedale, sempre attivo nonostante le difficoltà», commenta Fabio Rodia, responsabile di Ortopedia II, reparto insieme ad Ortopedia I che conta ad oggi oltre 1.130 pazienti in lista d’attesa per interventi. Per tutti, la «fine di un incubo», oltre che «un impegno mantenuto da Zingaretti». Entusiasmo anche dall’assemblea del personale, svoltasi alla presenza delle Rsu, in cui è stata resa nota la notizia. Per Marco Vacca, dipendente in prima linea: «Uno step importante da cui iniziare». Plauso dal Presidente del municipio VIII (ex XI), Andrea Catarci e da Sel. Critico il centrodestra: per il capogruppo Pdl alla Regione Lazio, Luca Gramazio, «il protocollo è un'opera ascrivibile alla Giunta Polverini. Un lavoro intenso, durato più di un anno e mezzo, e iniziato con l'allora presidente Inail Marco Sartori». L’ospedale festeggerà insieme ai cittadini.

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