PESCARA Neanche la pioggia, che si abbatte sulla città a pochi minuti dall'arrivo, raffredda l'entusiasmo di Pescara per la settima tappa del Giro. Fin dal primo pomeriggio migliaia di appassionati e semplici curiosi si riversano nel centro cittadino, assiepandosi lungo le transenne che conducono al traguardo. In Corso Vittorio sembra carnevale: le bancarelle, i gadget e le coloratissime postazioni degli sponsor e delle troupe televisive. Quando manca ancora un'ora alla volata finale, sfila l'allegra carovana dei partner pubblicitari, tra balletti delle majorette, personaggi mascherati e camioncini agghindati. I più piccoli sorridono felici ed alzano al cielo le manone di carta rosata con la scritta "io c'ero". Anche nella periferia della città, da San Silvestro a Portanuova, gli sportivi si organizzano per accogliere i campioni su due ruote. Dalle parti di San Donato prevale l'ironia: «Di Luca e Rabottini, sono pronti gli arrosticini», è scritto su uno striscione. Un simpatico modo per incitare i due ciclisti pescaresi, che insieme al loro concittadino Taborre e al chietino Cataldo prendono parte alla gara. Il cuore pulsante della tappa, però, è in Piazza della Repubblica, dove i dj riscaldano l'atmosfera lanciando brani di musica techno e fornendo notizie sull'andamento della gara. L'evento è di respiro internazionale, in virtù della partecipazione di oltre 200 atleti in rappresentanza di 31 nazioni. In mezzo al pubblico gli accenti abruzzesi si mescolano alle inflessioni settentrionali e meridionali e alle lingue di mezzo mondo. Spiccano una bandiera britannica e uno striscione tricolore dedicato al ciclista ciociaro Pirazzi. «Pirazzi è un grande - dice un ragazzo mentre prova a ripararsi dalla pioggia - Lo seguiamo ovunque». Una signora pescarese però ribatte: «Oggi non ci sperate, vince sicuro Di Luca». Poco più in là un gruppetto di londinesi se la ride di gusto. «Tifiamo per Wiggins - spiega uno di loro, che ha in mano una lattina di birra - Abbiamo approfittato del Giro per farci un viaggio in Italia e torniamo a casa felici nonostante Bradley stia perdendo posizioni». Con il passare dei minuti la folla cresce a dismisura. I più giovani si arrampicano sui cornicioni dei palazzi e sul tettuccio della biglietteria all'angolo del piazzale. Le autorità fanno passerella a pochi metri dal punto di arrivo. Si notano il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano e il sindaco Luigi Albore Mascia, il presidente della Provincia Guerino Testa e l'assessore regionale Carlo Masci. Di questi tempi, però, i politici non vanno troppo di moda e a destare interesse sono soprattutto le quattro giovani bellezze che sfilano lungo il percorso indossando le maglie ufficiali del Giro. Alle 16.50, quando manca meno di mezz'ora all'arrivo, lo speaker annuncia l'allungo di Danilo Di Luca, "il killer di Spoltore". Il pubblico risponde con un boato. La pioggia cresce d'intensità man mano che i ciclisti si avvicinano. Gli appassionati non si lasciano scoraggiare e trattengono il fiato. Vince l'australiano Hansen, che precede di oltre un minuto il vicentino Battaglin. Applausi per tutti, ma soprattutto per Danilo Di Luca. L'atleta pescarese disputa una grande prova, sfiora l'impresa e può comunque ritenersi soddisfatto per un bel terzo posto. Ci teneva a vincere tra la sua gente, che lo ripaga sommergendolo di abbracci.
Scatta il «Killer» Esplode la gioia
Il maltempo non frena l’entusiasmo Nel pubblico anche un gruppo inglese